Un mondo pieno di ditate

Quanto manca ad un futuro così?
Senza dubbio un affascinante sogno verso il futuro ma guardandolo mi sono reso conto che se da un lato la comodità potrebbe essere molta, dall’altro la dipendenza da fattori strutturale quali l’elettricità (in caso di blackout saremmo immobilizzati) e la disponibilità dei dati (di chi sono? dove stanno?) ci renderebbe forse più prigionieri che liberi.

Certo che se il futuro dovesse mai presentarsi con queste sembianze occorrerebbe munirsi di scorte di Vetril pressoché infinite 🙂

Bivio

Pensare al cambiamentoDevo sincero con me stesso: ho bisogno di capire bene quale strada deve prendere questo blog.

Alla sua apertura, sotto diverso nome, l’intento era quello di collezionare riflessioni e risorse legate al mondo della comunicazione digitale. Nel tempo, però, mi sono reso conto che quello che desideravo era un blog più informale dove scrivere di quello che mi passa per la testa, senza sentire peso di scadenze o tempi serrati.

Vincolare queste pagine all’analisi di quello che succede nel mondo del web e più precisamente dei social media è un lusso che, al momento, non mi posso permettere.
Credo che sia dunque arrivato il momento di distinguere la scrittura personale da quella più informativa.
Scorrendo velocemente i post prodotti negli ultimi mesi noto che sono pochi quelli realmente inerenti al mondo digitale. In più, l’errore che non voglio commettere è quello di mischiare diversi temi che non hanno niente in comune e non solo per piacere di più ai motori di ricerca 🙂

Detto questo non dimentico che l’approfondimento e la riflessione sulle evoluzioni ed innovazioni del panorama digitale sono un punto fondamentale per mantenermi aggiornato su quello che accade. In quel caso, però, non posso permettermi di scrivere un post ogni tanto, magari limitandomi a condividere un infografica o un video. Per trattare temi del genere serve tempo e dedizione e al momento sono in debito soprattutto del primo fattore.

Non è detto che il bisogno di approfondimento non si “incarni” su altri lidi, magari pensati e strutturati appositamente per trattare argomenti che qui non hanno ricevuto l’adeguato approfondimento. Non escludo anche il fatto che mi possa avvalere dell’aiuto di altre persone che come me condividono queste passioni: l’idea di un blog multi autore mi ha sempre attratto. Ma è ancora presto per parlarne.

Per ora mi accontento di essere sincero con me stesso: matteogalli.com si riappropria della sua essenza iniziale: un semplice blog personale.

Italiani e infomazione online: scenari comunicativi in evoluzione

Ho letto recentemente la ricerca condotta da Liquida con la collaborazione di Human Highway.
L’oggetto è l’analisi dell’impatto dei blog nell’informazione di attualità e il rapporto con i mezzi di comunicazione tradizionali.

Il campo di indagine è interessante quanto attuale poichè si spinge ad esplorare un territorio fertile per le ibridazioni di consumo mediale. Mai come di questi tempi la fusione tra flussi informativi online e offline è legata da dinamiche in continua evoluzione. Fonti digitali e analogiche convivono in un ecosistema unico, alimentandosi e modificandosi reciprocamente, alla ricerca continua di autorevolezza.

Dalla ricerca emergono dati interessanti sullo scenario italiano. Il 10% della popolazione online, circa 2,3 milioni di persone, legge abitualmente blog che scrivono di attualità. Di questi un terzo dichiara di di informarsi solo attraverso i blog, tanto da preferirli ad altri siti editori presenti sul web.
Da sottolineare un aspetto importante: chi sceglie quotidianamente di leggere i blog lo fa in modo esclusivo rispetto all’opzione cartacea.

Ecco quindi che si delinea un nuovo palcoscenico: per alcuni utenti, i più assidui nella lettura, ai blog è riconosciuta la capacità di influenzare l’opinione pubblica quanto canali ben più istituzionali, a partire dalla classica informazione cartacea fino ad arrivare alle più recenti edizioni online delle testate nazionali.

La capacità di influenzare l’opinione non arriva, tuttavia, a scalfire la credibilità dei quotidinai tradizionali, i quali rimangono punti di riferimento importanti anche tra gli stessi blogger e i lettori di blog.
L’autorevolezza del blog è determinata, ovviamente, dall’identità della persona che ne cura i contenuti.
Un mutamento nella scelta delle fonti è quindi in atto: se nel caso dei quotidiani (online e offline) la garanzia di autorevolezza è conferita dal prestigio della testata (un articolo del Corriere della Sera o de La Repubblica è autorevole per il solo fatto di essere stato pubblicato), nel caso del blog la testata e l’autore non sono scindibili e crescono di pari passo.

Dalla ricera emergono due direttrici:

  1. I lettori di quotidiani cartacei ripongono più fiducia nelle informazioni riportate dalla carta stampata.
  2. I lettori che leggono solo blog considerano questi ultimi più autorevoli dei canali tradizionali

Da queste considerazioni emerge quindi che una vera osmosi tra l’informazione istituzionale e quella presente sui blog non si è ancora verificata.
Sostanzialmente, ognuno continua ad attribuire importanza alle fonti che è abituato a leggere da sempre, non mostrando propensione al contagio tra i due canali.
Forse ci vorrà ancora del tempo perchè i due modi di fruire l’informazione possano mutamente intersecarsi.

Sembra però chiaro che il fattore abilitante di questo processo sarà la qualità. Più elevata (e riconoscibile) sarà e più la linea che separerà i due modi di fare informazione sarà impercettibile.
Esistono già esempi noti di questo fenomeno: firme note del giornalismo cartaceo/tradizionale si stanno affermando come autorevoli blogger capaci di raccogliere un ampio sostegno.

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