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Villa Arconati di Castellazzo di Bollate: bellezza inespressa

Villa Arconati - Giardino all'italiana

Sabato scorso ho avuto il piacere di visitare per la prima volta Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, non lontano da casa mia.
Famosa soprattutto per i numerosi concerti che nei mesi estivi ospita nel suo giardino all’italiana, non risplende per una conservazione impeccabile. Peccato, perché una struttura di quel tipo meriterebbe seriamente una riqualificazione attraverso una restaurazione e una programmazione di iniziative culturali degne di una location così ricca di storia.

Spero seriamente che questo piccolo gioiellino seicentesco possa tornare a mostrarsi in tutta la sua bellezza, ora annebbiata da un po’ di calce cadente e dal giardino largamente trascurato.

Grazie a Raffy, Andre, Laura e Olby che hanno condiviso con me questo bel pomeriggio all’insegna della curiosità.
Durante la visita, io Andre e Raffy abbiamo scattato anche qualche foto, sia con la mia D60 sia con la D90 gentilmente concessa da Raffy 🙂

Qui sotto lo slideshow, qui il Set su Flickr.

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Sport

Barcellona – Inter: la sconfitta più bella

Mourinho Barcellona Inter

Ce l’hanno messa davvero tutta, i cari catalani, per infondere timore all’Inter prima della finale che avrebbe decretato la squadra che sarebbe andata a Madrid.

Magliette per caricare spingere i tifosi allo stadio, spot televisivi, minacce di terrore, baccano sotto le finestre dell’albergo, presunte pendenze fiscali.
A dire il vero i blaugrana non hanno eccelso anche con la sportività post-partita, visto gli innaffiatori che sono stati azionati per impedire ai giocatori di festeggiare sotto la curva affollata dai pochi ma intrepidi fedelissimi che hanno seguito gli 11 (o dieci?) di Mourinho in trasferta.

Ma non c’è stato niente da fare per fermare l’armata nerazzurra che per 68 minuti ha giocato in 10 contro 11, dimostrando tanta organizzazione e un’eccellente compattezza contro la squadra con il miglior gioco offensivo del mondo.

Ora un appuntamento comune: vi aspettiamo tutti qui, alle 20.45 del 22 maggio 2010, Stadio Santiago Bernabeu.

Stadio Santiago Bernabeu

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Web

Cinque regole per migliorare i contenuti del vostro sito

5 Regole per migliorare i contenuti del vostro sitoQuante volte avete sentito queste frasi: “I siti in flash sono migliori perchè sono più belli” o, ancora (per chi è del campo) “Fatemi un sito emozionale, con delle immagini belle grosse“?

Ora le cose sono drasticamente cambiate perchè ognuno di noi può aprire il proprio sito personale in pochi secondi e gratuitamente. Di conseguenza il vero valore si è spostato da “esserci” a “esserci bene“. Quale è l’elemento che ci consente di distingerci dalla massa? Cosa ci aiuta a far emergere la nostra voce in mezzo a mille altre? Quale è il fattore che ci permette di acquisire sempre più lettori, followers o fans?

I motori di ricerca non valutano un sito dal suo aspetto grafico, ma da quello che c’è scritto dentro.
Va da sè, quindi, che il fattore sui cui porre l’attenzione sono i contenuti. I contenuti sono l’asset fondamentale per un sito web, il vero valore aggiunto di un progetto digitale, ecco perchè è necessario curarli e gestirli nel migliore dei modi.

La Content Strategy è l’attività che si occupa proprio della gestione dei contenuti e della loro proposizione all’interno dei vari canali digitali. La parola strategia non è certo messa a caso: ogni “luogo” virtuale necessità di linguaggi e approcci differenti a seconda degli interlocutori a cui si vuole rivolgere e alle finalità a cui il sito aspira.
Il caso dei siti internet aziendale, poi, è palese. Per molte società la cura dei contenuti pubblicati sul proprio sito  non è considerata un’attività importante, con la consequenza di pagine piene di testo ma senza senso, poco comunicative.

E’ doveroso quindi cominciare dalle basi e, prima di pianificare una piano editoriale di lungo termine, è meglio fissarsi bene in mente poche ma efficaci regole per migliorare i contenuti del proprio sito.

  1. Scrivete meno, non di più.
    Generalmente, i contenuti del vostro sito sono inutili se non assolvono almeno a uno o entrambi dei seguenti obiettivi:

    • Spiegano cose fondamentali del vostro business?
    • Aiutano i vostri lettori (o clienti) a svolger un compito ben preciso?

    Quanti dei vostri contenuti rispondono positivamente a queste domande? Se la percentuale è minore del 70% prenderei in seria considerazione una rivisitazione generale.
    Ma perchè avere meno contenuti? Ci sono almeno tre motivi per scegliere la formula “less is more”:

    • Meno conentenuti sono più semplici da gestire
    • Meno contenuti sono più facili da navigare
    • Meno contenuti sono più economici da prodorre.
  2. Siate coscenti dei contenuti presenti sul tuo sito.
    Gestire dei contenuti non è semplice.
    E’ bene, pertanto, aver sempre in mente quali sono i contenuti presenti nel sito per poter prendere decisioni importanti avendo una visione di massima completa.
    Solitamente, se il sito è molto grosso, occorre distingere in due fasi la catalogazione: content audit (quali sono i contenuti a disposizione?) e content evaluation ( di tutti i contenuti disponibili, quali sono veramente importanti?)
  3. Imparate ad ascoltare.
    Anche se questa è un’espressione ormai inflazionata, non c’è cosa più difficile da fare. Ma ascoltare cosa? Sostanzialmente due “voci”: innanzi tutto quella interna, perchè la responsabilità dei contenuti è condivisa tra più attori. E, in quanto persone, hanno delle esigenze che vanno prese in considerazione.  E poi quella esterna (sicuramente più importante): nessuno conosce meglio le necessità dei clienti se non i clienti stessi. Coinvolgiamoli, dedichiamo a loro del tempo, diamo loro gli strumenti giusti per parlare con noi.
  4. Impiegate una persona dedicata a seguire i contenuti.
    Qui non è possibile scendere a compromessi. Se per voi i contenuti sono veramente un fattore chiave, non potete pensare che la loro gestione sia uno dei tanti compiti di una persona. Serve una figura professionale che si dedichi full time a questa attività e che sposi in toto i tre punti precedenti.
  5. Chiedetevi sempre: “Perchè?”. Questa domanda è fondamentale quando si deve prendere una decisione sui contenuti. Chiedersi la motivazione dell’esigenza di un contenuto vi permetterà di capire se quel contenuto è veramente fondamentale o potrebbe essere superfluo.

Cominciate a tener presente queste regole, vedrete il vostro sito ( e la vostra azienda) ne risentirà positivamente.

Avete altre regole da proporre? Vi trovate d’accordo con questi cinque consigli o secondo voi manca qualcosa?

photo credits

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Sport

Lettera aperta a Mario Balotelli

UPDATE: il Presidente Massimo Moratti ha deciso di escludere Balotelli dai convocati alla partita di domani. Forse si è reso conto che le sue scuse sono state lette dalla squadra come una presa in giro più che un’ammissione di colpa. In questo mi sento molto vicino all’interpretazione dei giocatori nerazzurri.

UPDATE: Scuse di Balotelli appena pubblicate da inter.it. Non so voi, ma qui c’è puzza di procuratore. Mi sembrano parole senza senso, forzate, non spontanee. E, per questo, doppiamente false.

[ribloggo in toto una lettera pubblicata nella notte dai ragazzi della Curva Nord Milano. Da interista non sarei riuscito a trovare parole migliori per esprimere quello che ho dentro in questi giorni. Una riflessione decisa ma pacata è molto più efficace di molti sfoghi di rabbia, di quelli che ti fanno perdere lucidità e razionalità.]

Curva Nord Inter

Ciao SuperMario.
Dopo i fiumi di parole e di inchiostro versati all’indomani del tuo exploit durante Inter-Barcellona, anche noi, sommessamente, vorremmo dire la nostra.
Sai bene che i fischi che ti sono piovuti sulla testa da parte di tutto lo Stadio non erano il frutto di un tiro sbilenco, di un passaggio sbagliato o di un dribbling mal riuscito, ma della rabbia nel vedere dieci giocatori con la tua stessa maglia sputare sangue inseguendo gli avversari, mentre tu trotterellavi in mezzo al campo col tuo solito atteggiamento di fastidiosa indolenza e superiorità nei confronti di tutto e di tutti.
Del resto, come avresti potuto, tu che ti appresti a diventare il giocatore più forte al mondo e che esulterai solo per un tuo goal nella finale dei Campionati del Mondo, sprecare sudore per una squadretta che si sta giocando la semifinale di Champions? Che ci pensassero gli altri a sbattersi! E chi se ne frega se si tratta di Campioni, alcuni con quasi il doppio dei tuoi anni, tutti nazionali nei rispettivi paesi e con alle spalle trionfi di cui oggi tu nemmeno ti puoi sognare?
Certo, tu ti meriti una società più prestigiosa (il Milan!?), con un pubblico che finalmente sappia apprezzare il tuo attaccamento e dedizione alla maglia.
Se la Società decidesse di ritirare il numero di maglia, oltre che per meriti sportivi, anche che per chi ha infangato l’immagine del Club, il 45 non potrebbe più comparire sulla schiena dei nostri giocatori per i prossimi 200 anni!!!
Ci auguriamo solo che, al termine di questa stagione sportiva, assolutamente esaltante comunque vada a finire, quando ci ritroveremo a tributare il dovuto applauso ai protagonisti, tu non abbia l’ardire di presentarti.
Ti ricorderemo sempre, Mario, ti ricorderemo come il bamboccio che, primo (e, speriamo, ultimo) nella storia, a San Siro, si è permesso di sfilarsi la maglia e di gettarla per terra in segno di spregio. Quella stessa maglia per cui ciascuno di noi spende tempo, denaro e amore per seguirla ovunque e che tu hai avuto la fortuna di indossare.
Per noi non esisti più caro Mario, e con questa nostra, ti diciamo addio.
Grazie… no, quello proprio non ce la sentiamo…

Dei ragazzi della Nord

Via

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Lavoro

8 regole per una presentazione vincente

8 regole per una presentazione vincente

Arrivate nell’ufficio del cliente, estraete il vostro notebook, lo collegate al video proiettore, state per cominciare la vostra presentazione. La tensione è alta, avete passato settimane a curare ogni parola, ogni immagine, ogni margine, cambiando più volte la scaletta delle slide fino a trovare l’alchimia perfetta. Avete la certezza di poter stupire tutti con la vostre idee sul progetto web che state proponendo.

Siete sicuri di aver curato tutto nei minimi dettagli? Oggi vi regaliamo 8 (fare le solite “dieci regole” ci è sembrato un po’ troppo inflazionato”) semplici trucchi per rendere le vostre presentazioni efficaci.

  • Andate oltre. Per ottenere una presentazione che possa lasciare chi vi ascolta senza parole non è sufficiente preparare una serie di slide che si alternano con transizioni mozzafiato. Occorre stupire, facendo vedere che sapete andare oltre i grafici e le frasi ad effetto che state proiettando. Studiate, documentatevi, siate sempre aggiornati.
  • Evitate l’overload informativo. Dare troppe informazioni porta con sè almeno due aspetti negativi: innanzi tutto rende nulla la vostra presenza (se tutto quello che dovete dire è scritto nelle slide, cosa presentate a fare?). In secondo luogo escludete la possibilità di aprire un dialogo con i vostri interlocutori, saltando a piè pari la fase più stimolante e costruttiva.
  • Allenatevi a presentare. Alcune persone hanno una propensione naturale al public speaking, riuscendo a catturare l’uditorio semplicemente con la gestualità o con il ritmo usato per scandire le parole. Se voi non siete tra questi fortunati, allora è il caso che vi alleniate per migliorare la vostra esposizione. Evitare noiose ripetizioni ed eliminare le pause snervanti tra una parola e l’altra è il primo passo verso la gestione della presentazione.
  • Evitare la comicità. Non siete Steve Jobs, i vostri interlocutori non pendono dalle vostre labbra per il solo fatto che state parlando. E, soprattutto, non si aspettano di divertirsi ascoltando le vostre parole. Pretendono solo di capire in modo chiaro quello che avete da dire. Evitate quindi battute forzate (stiamo parlando di presentazioni aziendali o no?) e cercate di mantenere sempre un tono professionale.
  • Proponete esempi solo quando servono davvero. A volte spiegare un concetto grazie ad un esempio è davvero illuminante e sottolinea la veridicità delle cose che state esponendo. L’importante è non abusarne, altimenti rischierete di passare per una persona non troppo sicura di ciò che afferma.
  • Mettete al centro chi vi ascolta. Ehi, non penserete di essere i protagonisti della presentazione, vero? Quando esponente un nuovo progetto siete come un sarto che sta confezionando un abito. Avete in mente i colori, scelto il materiale, individuato gli accessori, ma le misure non le dovete prendere su di voi, ma sul vostro cliente. Il vestito è per lui. Voi siete al loro servizio, non il contrario.
  • Parlate chiaro. Ok, siamo d’accordo che alcuni termini in English, facciano la loro bella figura. Ma siete certi che chi vi ascolta stia capendo tutto perfettamente? La maggior parte delle volte è proprio qui che si decide il successo e il fallimento di una presentazione: più riuscirete a farvi capire, più sono alte le possibilità di avere un feedback positivo.
  • Viva la semplicità. Alla sola pronuncia di “Powepoint” ad alcuni dirigenti viene la pelle d’oca. Se proprio non potete farne a meno cercate perlomeno di farcirle il meno possibile di testo ed usate il visual in modo intelligente. Se invece volete non passare inosservati, beh, seguite il primo punto di questo elenco e stupite chi vi ascolta con qualche trovata fuori dalle righe.