Temi WordPress gratis e premium con full background

WordPress, nato come strumento open source e gratuito per la gestione del blog, negli anni si è affermato come una soluzione completa per lo sviluppo di siti web. Semplice da installare, codice completamente personalizzabile  e una robusta community alle spalle sono i tre fattori chiave della diffusione di WordPress.
Il numero di funzionalità che la piattaforma mette a disposizione, grazie anche al grande numero di plugin e temi grafici disponibili, sono in grado di soddisfare le esigenze di chi ha bisogno di un sito web.

E’ proprio sull’evoluzione dei temi Worpress che vorrei soffermarmi in questo post. Una delle ultime “mode” in fatto di webdesign è la creazione di siti con un forte impatto fotografico, dove lo sfondo è costituito da un’immagine a tutto schermo e con contenuti testuali ridotti all’essenziale.
La scelta di temi di questo tipo sono ottimi per siti portfolio, fashion, fortemente focalizzati su un prodotto o semplicemente per un blog un po’ diverso dagli altri.
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La professione del programmatore in 16 gif animate

Breve disclaimer: questo post non è per tutti, ma solo per chi mastica un po’ le caratteristiche di una professione, quella del programmatore, che vive di momenti particolari ben conosciuti da tutti quelli che fanno questo lavoro.
Ecco allora una raccolta di gif animate che tentanto di raccontare, in maniera molto ironica, quali sono questi momenti e le emozioni provate dai developer. Pur non facendo questo mestiere, devo dire che alcune animazioni sono veramente divertenti.

Immagini che valgono più di mille parole.

Quando un programmatore carica qualcosa sul server di produzione:1

Quando un programmatore risolve qualcosa senza ricorrere a Google:
2

Quando un programmatore chiude la IDE senza aver salvato:
3

Quando un programmatore cerca di risolvere un baco alle 3 del mattino:2

Quando la sua regular expression restituisce quello che voleva:
2

Quando il capo gli dice che la cosa su cui sta lavcorando non verrà mai utilizzata:
2

Quando mostra al suo capo che ha corretto un bug:
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Quando carica qualcosa sul server senza testarla e funziona come doveva:
7

Quando quelli del marketing mostrano agli sviluppatori cosa hanno venduto:
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La prima volta che uno sviluppatore ha messo un CSS ad una pagina web:
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Quando fanno una cosa che funzionava perfettamente venerdi sera e che non funziona più lunedi mattina:
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Quando il cliente clicca su una cosa che non è un link:
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Quando gli chiedono di dare una mano al venerdi pomeriggio:
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Quando il cliente cambia le specifiche due giorni prima di andare in produzione:
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Quando fa girare uno script per aggiornare il db e si accorge di aver cancellato il db:
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[Via] [Via]

5 Regole per migliorare i contenuti del vostro sito

Cinque regole per migliorare i contenuti del vostro sito

5 Regole per migliorare i contenuti del vostro sitoQuante volte avete sentito queste frasi: “I siti in flash sono migliori perchè sono più belli” o, ancora (per chi è del campo) “Fatemi un sito emozionale, con delle immagini belle grosse“?

Ora le cose sono drasticamente cambiate perchè ognuno di noi può aprire il proprio sito personale in pochi secondi e gratuitamente. Di conseguenza il vero valore si è spostato da “esserci” a “esserci bene“. Quale è l’elemento che ci consente di distingerci dalla massa? Cosa ci aiuta a far emergere la nostra voce in mezzo a mille altre? Quale è il fattore che ci permette di acquisire sempre più lettori, followers o fans?

I motori di ricerca non valutano un sito dal suo aspetto grafico, ma da quello che c’è scritto dentro.
Va da sè, quindi, che il fattore sui cui porre l’attenzione sono i contenuti. I contenuti sono l’asset fondamentale per un sito web, il vero valore aggiunto di un progetto digitale, ecco perchè è necessario curarli e gestirli nel migliore dei modi.

La Content Strategy è l’attività che si occupa proprio della gestione dei contenuti e della loro proposizione all’interno dei vari canali digitali. La parola strategia non è certo messa a caso: ogni “luogo” virtuale necessità di linguaggi e approcci differenti a seconda degli interlocutori a cui si vuole rivolgere e alle finalità a cui il sito aspira.
Il caso dei siti internet aziendale, poi, è palese. Per molte società la cura dei contenuti pubblicati sul proprio sito  non è considerata un’attività importante, con la consequenza di pagine piene di testo ma senza senso, poco comunicative.

E’ doveroso quindi cominciare dalle basi e, prima di pianificare una piano editoriale di lungo termine, è meglio fissarsi bene in mente poche ma efficaci regole per migliorare i contenuti del proprio sito.

  1. Scrivete meno, non di più.
    Generalmente, i contenuti del vostro sito sono inutili se non assolvono almeno a uno o entrambi dei seguenti obiettivi:
    • Spiegano cose fondamentali del vostro business?
    • Aiutano i vostri lettori (o clienti) a svolger un compito ben preciso?

    Quanti dei vostri contenuti rispondono positivamente a queste domande? Se la percentuale è minore del 70% prenderei in seria considerazione una rivisitazione generale.
    Ma perchè avere meno contenuti? Ci sono almeno tre motivi per scegliere la formula “less is more”:

    • Meno conentenuti sono più semplici da gestire
    • Meno contenuti sono più facili da navigare
    • Meno contenuti sono più economici da prodorre.
  2. Siate coscenti dei contenuti presenti sul tuo sito.
    Gestire dei contenuti non è semplice.
    E’ bene, pertanto, aver sempre in mente quali sono i contenuti presenti nel sito per poter prendere decisioni importanti avendo una visione di massima completa.
    Solitamente, se il sito è molto grosso, occorre distingere in due fasi la catalogazione: content audit (quali sono i contenuti a disposizione?) e content evaluation ( di tutti i contenuti disponibili, quali sono veramente importanti?)
  3. Imparate ad ascoltare.
    Anche se questa è un’espressione ormai inflazionata, non c’è cosa più difficile da fare. Ma ascoltare cosa? Sostanzialmente due “voci”: innanzi tutto quella interna, perchè la responsabilità dei contenuti è condivisa tra più attori. E, in quanto persone, hanno delle esigenze che vanno prese in considerazione.  E poi quella esterna (sicuramente più importante): nessuno conosce meglio le necessità dei clienti se non i clienti stessi. Coinvolgiamoli, dedichiamo a loro del tempo, diamo loro gli strumenti giusti per parlare con noi.
  4. Impiegate una persona dedicata a seguire i contenuti.
    Qui non è possibile scendere a compromessi. Se per voi i contenuti sono veramente un fattore chiave, non potete pensare che la loro gestione sia uno dei tanti compiti di una persona. Serve una figura professionale che si dedichi full time a questa attività e che sposi in toto i tre punti precedenti.
  5. Chiedetevi sempre: “Perchè?”. Questa domanda è fondamentale quando si deve prendere una decisione sui contenuti. Chiedersi la motivazione dell’esigenza di un contenuto vi permetterà di capire se quel contenuto è veramente fondamentale o potrebbe essere superfluo.

Cominciate a tener presente queste regole, vedrete il vostro sito ( e la vostra azienda) ne risentirà positivamente.

Avete altre regole da proporre? Vi trovate d’accordo con questi cinque consigli o secondo voi manca qualcosa?

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Italiani e infomazione online: scenari comunicativi in evoluzione

Ho letto recentemente la ricerca condotta da Liquida con la collaborazione di Human Highway.
L’oggetto è l’analisi dell’impatto dei blog nell’informazione di attualità e il rapporto con i mezzi di comunicazione tradizionali.

Il campo di indagine è interessante quanto attuale poichè si spinge ad esplorare un territorio fertile per le ibridazioni di consumo mediale. Mai come di questi tempi la fusione tra flussi informativi online e offline è legata da dinamiche in continua evoluzione. Fonti digitali e analogiche convivono in un ecosistema unico, alimentandosi e modificandosi reciprocamente, alla ricerca continua di autorevolezza.

Dalla ricerca emergono dati interessanti sullo scenario italiano. Il 10% della popolazione online, circa 2,3 milioni di persone, legge abitualmente blog che scrivono di attualità. Di questi un terzo dichiara di di informarsi solo attraverso i blog, tanto da preferirli ad altri siti editori presenti sul web.
Da sottolineare un aspetto importante: chi sceglie quotidianamente di leggere i blog lo fa in modo esclusivo rispetto all’opzione cartacea.

Ecco quindi che si delinea un nuovo palcoscenico: per alcuni utenti, i più assidui nella lettura, ai blog è riconosciuta la capacità di influenzare l’opinione pubblica quanto canali ben più istituzionali, a partire dalla classica informazione cartacea fino ad arrivare alle più recenti edizioni online delle testate nazionali.

La capacità di influenzare l’opinione non arriva, tuttavia, a scalfire la credibilità dei quotidinai tradizionali, i quali rimangono punti di riferimento importanti anche tra gli stessi blogger e i lettori di blog.
L’autorevolezza del blog è determinata, ovviamente, dall’identità della persona che ne cura i contenuti.
Un mutamento nella scelta delle fonti è quindi in atto: se nel caso dei quotidiani (online e offline) la garanzia di autorevolezza è conferita dal prestigio della testata (un articolo del Corriere della Sera o de La Repubblica è autorevole per il solo fatto di essere stato pubblicato), nel caso del blog la testata e l’autore non sono scindibili e crescono di pari passo.

Dalla ricera emergono due direttrici:

  1. I lettori di quotidiani cartacei ripongono più fiducia nelle informazioni riportate dalla carta stampata.
  2. I lettori che leggono solo blog considerano questi ultimi più autorevoli dei canali tradizionali

Da queste considerazioni emerge quindi che una vera osmosi tra l’informazione istituzionale e quella presente sui blog non si è ancora verificata.
Sostanzialmente, ognuno continua ad attribuire importanza alle fonti che è abituato a leggere da sempre, non mostrando propensione al contagio tra i due canali.
Forse ci vorrà ancora del tempo perchè i due modi di fruire l’informazione possano mutamente intersecarsi.

Sembra però chiaro che il fattore abilitante di questo processo sarà la qualità. Più elevata (e riconoscibile) sarà e più la linea che separerà i due modi di fare informazione sarà impercettibile.
Esistono già esempi noti di questo fenomeno: firme note del giornalismo cartaceo/tradizionale si stanno affermando come autorevoli blogger capaci di raccogliere un ampio sostegno.

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Ecosia: search engine che salva l’ambiente (e cerca di screditare Google)

Trovo sul sito di Web e Conoscenza e ripubblico. Ne ha parlato anche il Corriere. Si tratta di Ecosia, un motore di ricerca (Powered by Bing) che promette di devolvere almeno l’80% dei ricavi pubblicitari per la salvaguardia delle foreste amazzoniche, affidando questo compito al WWF. Di seguito il video in italiano di spiegazione dell’iniziativa.
Non vorrei passare per quello che pensa sempre male, ma ho come l’impressione che la cordata MicrosoftYahoo! che finanzia l’iniziativa si voglia buttare sul tema “caldo” del rispetto dell’ambiente per screditare Big G sottraendo quote di mercato altrimenti inattaccabili.
Quando non è possibile attaccare la qualità, è necessario passare al discredito.
E poi, scusate, chi dice che Google non stia facendo niente per limitare le emissioni di Co2? Guardate qui: https://www.climatesaverscomputing.org/about/