Brunetta vuole impedire Facebook agli statali

C’è chi ancora si accanisce a bandire il mezzo invece che spedire a casa la gente che non lavora.

A prescindere da questa uscita del Ministro, ritengo che i primi che dovrebberro saltare non sono i fannulloni alla base della piramide, bensì i dirigenti che permettono che questo accada.

Ma un conto è additare gli impiegati e un conto è accusare la classe dirigente, con la quale occorre sempre avere un occhio di rispetto.

Tipico caso all’italiana, nulla più.

Riparte Codice Internet

Riparte Codice Internet, il progetto che da settembre 2008 porta la Rete dalle persone.
Sono sostenitore di questa iniziativa sin dalla sua nascita e da qualche giorno mi vede coinvolto in primo piano perchè il buon Marco Montemagno ha voluto affidarmi le sorti del sito internet di Codice Internet e della comunicazione online.
Ecco dunque rivelata la novità di cui vi avevo accennato qualche giorno fa 🙂

Sono convinto che sarà un’esperienza importante per me, riuscendo ad unire un lavoro che mi piace ad una finalità che ritengo importantissima: spiegare Internet, portarlo alla gente, farne emergere le potenzialità senza mai dimenticare i cattivi usi che se ne possono fare.

Comincia dunque questa nuova avventura e spero davvero possa durare il più a lungo possibile. C’è molto da fare e da progettare e per questo gli stimoli per inventare cose nuove e interessanti sono molti.

Staremo a vedere, per ora potete capire un po’ di più su Codice Internet visitando il sito e guardando il video qui sopra! 😉

Stay tuned!

Giorni intensi, parecchie novità!

Sono un po’ di giorni che sono assente  dal blog, lo so!

E’ un allontanamento forzato perchè sono parecchio preso tra parecchie cose: trasloco degli uffici, organizzazione delle nuove attività e ambientazione in una realtà completamente nuova!

Ah, a proposito, si torna a lavorare, su un progetto veramente interessante che spero possa crescere nel tempo. Di cosa si tratta? Non svelo ancora niente, lascio un po’ di suspanse 😉

Non so quando tornerò a scrivere, spero presto onestamente. Staccare un attimo la mente e riporre i miei pensieri su una tastiera stava cominciando a farmi bene. Spero di non perdere questa abitudine.

A presto!

Giorni intensi

Sono le 1.17, tra poco andrò a letto.E’ qualche giorno che non risco ad addormentarmi prima dell’una e mezza e credo che questa sera non sarà diversa dalle altre.

Purtroppo non ho molto tempo per scrivere su matteogalli.com perchè sto seguendo la partenza di un nuovo progetto, la prima esperienza da blogger vero. Sono contento. Mi rendo piacevolmente conto che è tutto un po’ nuovo: un conto è scrivere nel proprio blog, con i propri temi e le proprie ispirazioni, e un conto è “fare sul serio”, produrre contenuti che siano quantomeno pubblicabili su una piattaforma frequentata da molti più utenti di questo blog. Alla fine questo sito è il mio hobby, e ne sono ben felice.

Le sfide mi sono sempre piaciute e questa credo possa rivelarsi un banco di prova importante per capire se e quanto sono in grado di fare questo “mestiere”  😉

Devo dire che questa attività assorbe gran parte del mio tempo. Forse sono ancora un po’ lento e potrei fare le cose molto più velocemente ma per ora mi va bene così. La cosa bella è che sono pieno di stimoli e fare le ore piccole, come questa sera, non mi pesa affatto. Quando si hanno stimoli, tutto diventa più semplice e naturale. La fatica la si percepisce meno.

Avrei potuto andare a letto 10 minuti fà, ma ho preferito mettere nero su bianco quanto mi balenava per la testa. Ora posso vermente staccare (pc e cervello).

I Social Network causano depressione nei teenager

Confidare i propri sentimenti in Rete porterebbe ad un aumento di ansia e di depressione negli adolescenti. Queste le conclusioni di uno studio condotto da un team di ricercatori della Stony Brook University di New York.

web 2.0L’analisi è stata condotta in due diversi step: durante la prima fase sono state intervistate 83 teenager con età media intorno ai 13 anni con domande atte ad anlizzare la quantità di tempo passata in Internet a comunicare con gli amici. In particolar modo si è voluto osservare quale percentuale di questo tempo venisse utilizzata per confidarsi rispetto alle proprie situazioni sentimentali. La seconda fase dello studio è avvenuta ad un anno dalla prima, in cui i ricercatori hanno analizzato le eventuali evoluzioni, sottoponendo le teenager ai tipici test per la determinazione dello stato depressivo.

I risultati sembrerebbero evidendiare una stretta correlazione tra la quantità di tempo passato in Rete a confidarsi e l’aumento dei sintomi che possono indurre a depressione. Rischio sensibilmente amplificato dalla continua affermazione di piattaforme di Social Network, i blog e dall’uso massivo di IM.

Considerato che i fenomeni che vedono il Web protagonista male si sposano con le mezze misure,si potrebbe pensare che il passo tra esaltare il Web 2.0 e demonizzarlo come causa di patologie croniche è assai breve.

A mio avviso questo studio dimostra come ci sia un uso distorto dei Social Network e degli strumenti di comunicazione in Rete. Da una parte la questione è lato user: gli adolescenti sono forse un po’ troppo tecnologicamente “immaturi”, usando questi strumenti come lavagna su cui tracciare le evoluzioni della propria intimità, esponendole senza riserve al pubblico dominio. La personalità di alcuni di loro, forse ancora troppo fragile, potrebbe essere lasciata in balia di consigli e raccomandazioni di chiunque, con la conseguenza di uno smarrimento della propria identità

Generalizzando il discorso, ritengo che i Social Network siano nati e sviluppati per comunicare, condividere, intessere relazioni. Alcuni mettendo al centro i contenuti (YouTube, Last.fm, Flickr) altri concentrandosi sul profilo vero e proprio delle persone che li popolano (FB, Badoo, LinkedIn). La “socialità estesa” (termine con cui definisco le possibilità di comunicazione offerte dai Social Network) non include necessariamente l’esposizione totale della persona, ma si limita ad abilitare gli individui ad entrare in contatto tra loro, scambiarsi idee, condividere esperienze e tessere nuove relazioni.

Senza dubbio queste piattaforme permettono alle persone di rivelare qualsiasi informazione di se stesse, tanto da costruirci un business; di ieri infatti la notizia che FB permetterà alle aziende di compiere ricerce di mercato, ovviamente profilatissime. Ricordo però che la volontà di rivelare più o meno informazioni personali è sempre demandata alla coscienza all’utente stesso.

Insomma…tutto dipende da come si usa il mezzo che, di per sè, non è nè buono nè cattivo.

Personalmente, se devo confidare qualcosa di personale, lascio da parte il Web e uso il modo più analogico (ed efficace) del mondo: il mio migliore amico.