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Cinema

Partly Cloudy Short

Sono appena tornato dalla visione di Up, film di animazione Disney-Pixar nelle sale italiane da qualche giorno (qui il sito ufficiale e qui recensione/opinioni su FilmUP).

Devo dire che sono stato positivamente colpito dalla pellicola: non è il solito cartone animato costruito ad hoc per le risate dei più piccoli; anzi, secondo me è stato ideato per un target molto più elevato.
I livelli narrativi, le metafore e la sceneggiatura sono ben più complessi di altri titoli dello stesso genere. Ma non voglio dilungarmi troppo su questo aspetto, meriterebbe un post a parte.

Ciò che mi ha colpito (e che ho deciso di pubblicare qui sopra) è stato il corto proiettato prima dell’inizio vero e proprio del film, Partly Cloudy.
Una storia di amicizia in 608 secondi, a mio parere molto ben riuscita. Voi che dite?

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Lavoro Web

TesiCamp: fantastica esperienza!

Che gran giornata, oggi! Una di quelle esperienze che sai già di ricordare a lungo.
TesiCamp si è concluso da pochissime ore non voglio aspettare troppo prima di mettere nero su bianco le mie impressioni, sicuramente. Perdonate, quindi, la foga del racconto: è l’entusiasmo che mi guida.

Bisogna essere sinceri, un po’ da aspettarselo: quando dai la possibilità a dei ragazzi di raccontare le proprie idee e i propri lavori, necessariamente si compie un’autoselezione facendo emergere solo le persone che hanno veramente voglia di mettersi in gioco.
Clima informale ereditato dallo stile barcamp, ma mai superficiale. Ho imparato qualcosa da ogni presentazione a cui ho assistito, e per me questa è una cosa bellissima perchè non voglio mai dare nulla per scontato.

L’evento ha contato la presenza di molti universitari oltre a i 40 ragazzi che hanno presentato. Ciò significa che l’iniziativa, almeno dalle loro reazioni, ha riscosso molte approvazioni, e non c’è che da esserne felici.

Lo scopo del TesiCamp, nato quasi come esperimento, è stato quello di ribaltare il concetto di conferenza in cui i più giovani ascoltano e i professionisti spiegano. Oggi questa logica si è ribaltata: le aziende presenti, poche ma di qualità, si sono mostrate estremamente interessate, tanto da partecipare attivamente anche alle fasi di dibattito dopo ogni presentazione.

Ah, una nota di colore: una ragazza è riuscita a guadagnarsi un lavoro a seguito di una ricerca fatta proprio attraverso il blog di TesiCamp! Può forse esserci una sintesi migliore per descrivere i risultati questa iniziativa? 🙂

La tavola rotonda che ha chiuso l’evento è stato un momento di confronto costruttivo e, devo dire, molto equilibrato, tanto che i 90 minuti di interventi da parte dei diversi relatori sono letteralmente volate!

Insomma un’esperienza sicuramente da riproporre che ha avuto anche qualche risonanza in rete, qui il search per #tesicamp su Twitter.

Un grande grazie va alle quattro menti che hanno partorito e realizzato questo progetto: Alberto, Luca, Ivan e Emanuela. La realizzazione ha veramente sfiorato la perfezione e i frutti, bisogna dirlo, si sono raccolti subito, bravi!

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Lavoro Me

10 buone ragioni per trasferirsi in California (e magari lavorare da Google)

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Ci sono cose che mi farebbero partire per la California (destinazione Silicon Valley) domani mattina. Qui ne elenco 10, ma potrebbero essere molte di più.
Disclaimer: tutte le cose che ho scritto qui di seguito sono tratte dalle interessantissime chiacchierate con Antonio, mio carissimo cugino di secondo grado, ingegnere in Google da ormai due anni e trasferito in terra a stelle e strisce da dodici.

  1. Lavorare con una connessione 20 mbps (occhio, non mbit) GARANTITA
  2. Essere pagati ogni due settimane invece che ogni mese
  3. Avere a disposizione 13 ristoranti etnici interni al Googleplex in cui scegliere dove pranzare (gratis, ovviamente)
  4. Poter usufruire di: piscine, campi da beach volley, campi da basket, ecc. da utilizzare previa prenotazione anche durante l’orario di lavoro.
    N. B. La piscina è aperta h24 ed è regolarmente controllata da un bagnino
  5. Vedere Sergey e Larry (fondatori di Google), che in due fanno 34 miliardi di dollari di capitale personale, girare in bici tra i palazzi dell’Headquarter o al massimo girare con una Toyota Prius
  6. Vedere Sergey e Larry parlare per 20 minuti ogni venerdì per il TGIF (Thanks God It’s Friday), e poi concludere  con un aperitivo in cui è possibile parlare tranquillamente con due persone che hanno fatto e stanno facendo la storia del web
  7. Avere l’assicurazione pagata dalla propria azienda
  8. Avere l’abbonamento ADSL casalingo pagato dalla propria azienda
  9. Avere un capo che si incazza con te perchè tu non richiedi una promozione.
    Qui ci sarebbe un capitolo da aprire: in Google decidi tu quando essere promosso. Se dimostri con i fatti (e non con i contatti) di aver fatto un buon lavoro e alcune persone che tu indichi lo riconoscono, i capi NON possono opporsi alla tuo passaggio di livello. Molto 2.0, no? 🙂
  10. Avere dal 1 Gennaio al 31 Dicembre una temperatura tale che nel tuo guardaroba l’indumento più pesante è una felpa di cotone.

Cavolo, mi rendo conto di aver detto solo la metà delle cose che mi sono state raccontate da Antonio, ma il titolo impone di fermarsi a dieci e così faccio Tongue out

Che dite, vi sembrano motivi sufficienti?

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Me

Il Friuli è sempre il Friuli

Ci sono dei posti che mi restano nel cuore, e con loro le persone che ci vivono.
Uno di questi è il Friuli Venezia Giulia. Anzi, per essere più preciso, la campagna friulana, quel paradiso di verde e quiete che chi vive come me nell’Hinterland milanese è diventato un miraggio.

In questo posto ho passato gran parte della mia giovinezza. Complice il fatto che alcuni parenti di mia mamma vivessero proprio in Friuli, tutte le vacanze al mare di quando ero più piccolo le ho passate proprio in questa regione, a Lignano Sabbiadoro.
Poi si cresce, si comincia ad essere indipendenti e queste piccole tradizioni si abbandonano per lasciare spazio ad altre esperienze.

Mi è sempre piaciuto tornare nei luoghi che mi hanno visto crescere, incontrare parenti che ti accolgono con la stessa gioia e entusiasmo nel cuore di quelli che vedi molto più spesso perchè abitano vicino a te.
Per di più, la causa che mi ha portato a passare un week end da queste parti, non è da poco: reincontrare Antonio, carissimo cugino di secondo grado che ormai è in america da parecchi anni e che lavora a Google (sì, avete capito bene, prima o poi pubblicherò il suo biglietto da visita per provarlo 🙂 ).
E’ sempre un piacere confrontarsi con lui; sentire come si vive oltreoceano ti apre la mente, ti riempie i polmoni di aria nuova, salvo poi tornare in un baleno nella piccola realtà italiana. Più avanti prometto di scrivere un post raccogliendo tutte le cose interessanti emerse dalle nostre chiacchierate su Big G e l’America.

Quella che si è appena conclusa è stata una giornata intensa, piena di saluti a persone che non si vedevano da anni, ma che fa sempre piacere reincontrare. Pomeriggio di cultura nei pressi di Trieste, a visitare il bellissimo castello di Duino, di cui potete ammirare alcune foto qui sotto. Perdonate la formattazione assente del testo, ma vista l’ora tarda e la stanchezza preferisco pubblicare le foto e fare una dormita. Per il resto c’è sempre tempo.

Buona Visione!

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Me

L’importanza di un profumo

Le prossime righe non le ho scritte io ma desidero fortemente che trovino spazio su questo blog.
Sono state scritte da una persona speciale, che riflette e sedimenta tutto ciò che gli succede.
Non commenterò, ognuno ci legga dentro quello che vuole e le interpreti secondo il proprio cuore.

Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi.

“Il profumo” di Patrick Suskind

Non ho mai letto questo libro ma all’inizio dei miei viaggi in aereo ho voluto cercare un significato che potesse ricondurmi alla parola profumo. Queste righe racchiudono proprio il mio modo di intenderlo. L’ho sperimentato lasciandomi pervadere dai profumi di nuove città, di nuove culture, lasciandomi riempire i polmoni di una fragranza diversa, alla quale non mi sarei potuto opporre. E’ nell’aria, ed ogni volta che sento “quel” profumo, riaffiorano ricordi e pensieri che mi hanno pervado il cuore. Spero tu possa cogliere questo piccolo particolare di vita, che davanti all’eccitazione di una nuova dimensione spesso passa in ultimo piano, o solo tramite la porta sgradevole dell’ultimo odore percepito. Il profumo è sempre il primo protagonista di ogni nostro respiro, è il tratto dominante di ogni nostra esperienza.

R.V.