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10 buone ragioni per trasferirsi in California (e magari lavorare da Google)

the_eagles_hotel_californiaCi sono cose che mi farebbero partire per la California (destinazione Silicon Valley) domani mattina. Qui ne elenco 10, ma potrebbero essere molte di più.
Disclaimer: tutte le cose che ho scritto qui di seguito sono tratte dalle interessantissime chiacchierate con Antonio, mio carissimo cugino di secondo grado, ingegnere in Google da ormai due anni e trasferito in terra a stelle e strisce da dodici.

  1. Lavorare con una connessione 20 mbps (occhio, non mbit) GARANTITA
  2. Essere pagati ogni due settimane invece che ogni mese
  3. Avere a disposizione 13 ristoranti etnici interni al Googleplex in cui scegliere dove pranzare (gratis, ovviamente)
  4. Poter usufruire di: piscine, campi da beach volley, campi da basket, ecc. da utilizzare previa prenotazione anche durante l’orario di lavoro.
    N. B. La piscina è aperta h24 ed è regolarmente controllata da un bagnino
  5. Vedere Sergey e Larry (fondatori di Google), che in due fanno 34 miliardi di dollari di capitale personale, girare in bici tra i palazzi dell’Headquarter o al massimo girare con una Toyota Prius
  6. Vedere Sergey e Larry parlare per 20 minuti ogni venerdì per il TGIF (Thanks God It’s Friday), e poi concludere  con un aperitivo in cui è possibile parlare tranquillamente con due persone che hanno fatto e stanno facendo la storia del web
  7. Avere l’assicurazione pagata dalla propria azienda
  8. Avere l’abbonamento ADSL casalingo pagato dalla propria azienda
  9. Avere un capo che si incazza con te perchè tu non richiedi una promozione.
    Qui ci sarebbe un capitolo da aprire: in Google decidi tu quando essere promosso. Se dimostri con i fatti (e non con i contatti) di aver fatto un buon lavoro e alcune persone che tu indichi lo riconoscono, i capi NON possono opporsi alla tuo passaggio di livello. Molto 2.0, no? 🙂
  10. Avere dal 1 Gennaio al 31 Dicembre una temperatura tale che nel tuo guardaroba l’indumento più pesante è una felpa di cotone.

Cavolo, mi rendo conto di aver detto solo la metà delle cose che mi sono state raccontate da Antonio, ma il titolo impone di fermarsi a dieci e così faccio Tongue out

Che dite, vi sembrano motivi sufficienti?

Di Matteo Galli

Classe '83. Le cassette prima le ho usate con un Commodore 64 e solo dopo in un Walkman. Connesso dal 1993, senza soluzione di continuità. Interista integralista. Apple addicted. Milanese di nascita. Partenopeo d'adozione.
Head of Communication in bSmart Labs e consulente di comunicazione digitale con particolare focus sui liberi professionisti e le micro imprese.