Apple Music vs Spotify: vantaggi e svantaggi

Apple Music vs Spotify: chi vince la sfida?

In qualità di utente di Sportify Premium da oltre un anno, l’amico e collega Pino Pignatta mi ha chiesto di scrivere qualche impressione a caldo su Apple Music per il sito famigliacristiana.it, sito che seguo da settembre 2014 in qualità di Social Media Specialist e Content Editor.
Ecco cosa ne è venuto fuori dopo aver testato il servizio di Apple da qualche ora. Ho cercato di mettere in luce pregi e difetti che mi sono balzati all’occhio.

E’ tutt’altro che un giudizio definitivo: ai più potrebbe risultare addirittura lacunoso e impreciso. Ho semplicemente voluto buttare giù qualche riflessione immediata, istintiva, più simile ad un intuizione che a una riflessione approfondita. Lo sapete, quando vedo qualcosa marchiato con la Mela, difficilmente resisto ;).

Per questo sono aperto al confronto: Qualcuno di voi ha già avuto modo di provare Apple Music? Cosa ne pensate? Avete avuto le mie stesse impressioni?

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Il guanto della sfida è stato gettato. E tutto sarà a suon di note. Apple ha rilasciato ieri in Italia e in altri 99 Paesi del mondo il suo servizio di streaming musicale, Apple Music. L’obiettivo è chiaro ma allo stesso tempo ambizioso: entrare in competizione con chi sta già facendo profitti con la musica online: Spotify in primis, ma anche Google Music e Deezer.

Abbiamo provato per voi Apple Music e, a meno di 24 ore dal suo rilascio, abbiamo raccolto alcune brevi impressioni dopo qualche ora di utilizzo. Chi scrive è utente premium da oltre un anno e dunque il confronto verrà fatto soprattutto con questo servizio.

Cosa ha Apple Music IN PIU’ rispetto a Spotify?

  • E’ SEMPLICE. Dopo un paio di click, si hanno in tasca più di 30 milioni di brani, ascoltabili in streaming senza limite. Non è necessario installare niente per utilizzare Apple Music: la nuova funzionalità è compresa nell’aggiornamento del sistema operativo di iPhone, iPad e iPod Touch, che è arrivato ieri alla versione 8.4. Così come su Mac: Apple Music si integra nella nuova versione di iTunes (sia per Mac che per Pc), lo storico lettore musicale della Mela. Per ora gli unici esclusi sono gli smartphone Android dove l’integrazione è prevista per l’autunno. Ah, Apple Music è compatibile anche con l’Apple Watch, l’ultimo arrivato della casa di Cupertino.
  • IMPARA DAI NOSTRI GUSTI CI FA SCOPRIRE NUOVA MUSICA. Apple Music non dà solamente la possibilità di ascoltare musica prelevandola in tempo reale da un libreria pressoché infinita, ma permette anche di approfondire i propri gusti musicali. Il sistema “impara” dalle nostre scelte e intuisce quali sono i generi che amiamo maggiormente e ci consiglia nuovi artisti. Da segnalare le radio tematiche: oltre alla stazione B1, in diretta mondiale 24 ore su 24, Apple Music propone stazioni tematiche che tramettono musica solo di un determinato genere. Le selezioni musicali non sono frutto di un algoritmo, ma scelte da una redazione qualificata di esperti musicali
  • E’ PENSATO PER LA FAMIGLIA. Apple Music è un servizio a pagamento e, dopo un periodo gratuito inziale di 90 giorni, può essere sottoscritto con due modalità. Con 9,99€ /mese si acquista la possibilità di utilizzare il servizio con un solo account, ma con qualche euro in più (14,99€) è possibile estendere Apple Music fino a 6 account, tutte ovviamente collegate alla stessa carta di credito.  Ottimo per garantire ai propri figli o parenti l’accesso illimitato alla libreria musicale Apple.

 

Cosa ha Apple Music IN MENO rispetto a Spotify?

  • NON PREVEDE UN PIANO GRATUITO. Apple Music può essere utilizzato solo a pagamento. Altri concorrenti, vedi Spotify, prevedono anche un piano gratis con limitazioni e con l’inserimento di annunci pubblicitari tra un brano e l’altro.
  • E’ POCO SOCIAL. Spotify ha integrato le funzionalità dei un player musicale con quelle di un social network. In ogni istante posso vedere che cosa stanno ascoltando i miei contatti oppure salvare delle playlist tematiche create da altri utenti. Apple Music sembra aver ignorato questo approccio e punta tutto su un’esperienza d’uso fatta su misura del singolo utilizzatore.
  • PUO’ RISULTARE “DIFFICILE” ALL’INIZIO. Alcuni dettagli sono ancora da migliorare, secondo noi. L’offerta di Apple Music è così ricca che può risultare troppo complessa da utilizzare, soprattutto per utenti poco avanzati. iTunes (noi abbiamo provato la versione per Windows), per esempio, ha qualche sbavatura nell’interfaccia e presenta funzionamenti leggermente differenti tra l’app per iPhone e il software installato sul computer.

Apple riuscirà a rubare utenti ad altri servizi già presenti sul mercato da tempo? E’ presto per dirlo. Sicuramente Apple crede molto in questo progetto, tanto da aver coinvolto nomi di tutto rispetto del panorama musicale per curare i palinsesti nel minimo dettaglio.

Con Apple Music, la Mela entra in gioco da inseguitrice, un ruolo insolito per chi ha la vocazione di innovare continuamente. Vedremo se, anche questa volta, la Mela riuscirà a diventare protagonista assoluta della musica in streaming e a cambiare di nuovo le regole del gioco.

Classe '83. Le cassette prima le ho usate con un Commodore 64 e solo dopo in un Walkman. Connesso dal 1993, senza soluzione di continuità. Interista integralista. Apple addicted. Milanese di nascita. Partenopeo d'adozione. Communication Manager in bSmart Labs e consulente di comunicazione digitale.

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