Quanto valgono le persone?

workA volte mi chiedo se lasciare a casa una una persona sia un bene o un male per l’equilibrio economico di un’azienda, soprattutto in un momento di congiuntura economica.
Sa da un lato nel breve periodo l’ trae un sicuro beneficio economico, facendo a meno di pagare lo stipendo per una risorsa considerata in esubero, dall’altro la persona di cui si priva porta via bagaglio di know-how e di prassi operative difficilmente ricostituibili in breve tempo.

In un periodo di crisi economia ciò che prevale è il primo aspetto a discapito del secondo, ritenuto marginale.
Ma cerchiamo di fare un passo in più. Quanto la congiuntura volge al termine e la domanda riprende a crescere, un fattore critico di successo è il tempo impiegato a immettere sul mercato un prodotto (o servizio) in grado di soddisfare le esigenze. Questo periodo, il time-to-market, è la misura della reattività d’impresa; quanto è più breve, quanto più aumentano le possibilità di affrontare il mercato da leader, traendone tutte i conseguenti vantaggi (marginalità, awareness, ecc.)

Ora, chi determina la durata del time-to-market? Le persone, la loro professionalità, il bagaglio di esperienza che negli anni hanno pazientemente costruito. Ripartire da zero costa, troppo. Il , con le sue implicite dinamiche, non si impara sui manuali aziendali, nè si presenta secondo prestabilite.
L’azienda (e chi la dirige) deve essere consapevole di questa cosa e su di essa deve lavorare, ogni giorno.

Morale: prima di lasciare a casa una persona sarebbe meglio puntare l’attenzione oltre alla sterile cifra che determina il corrispettivo budget.
E’ facile privarsi di un costo, molto più difficile acquisire competenze di qualità.
E le competenze, passato il buio della crisi, sono il vero valore aggiunto su cui fare leva.

Peccato che le competenze non abbiano una voce in bilancio.

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Classe '83. Le cassette prima le ho usate con un Commodore 64 e solo dopo in un Walkman. Connesso dal 1993, senza soluzione di continuità. Interista integralista. Apple addicted. Milanese di nascita. Partenopeo d'adozione. Communication Manager in bSmart Labs e consulente di comunicazione digitale.

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