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Blog fermo: 3 perché di un impegno non rispettato

La maggior parte delle volte il blog è il luogo in cui si racconta quello che si fa. Ecco, in questo post faccio il contrario: scrivo di cosa non ho fatto. Non più tardi di due mesi fa avevo preso l’impegno di scrivere almeno un articolo a settimana. Mi sembrava un buon compromesso per rimettere in moto un blog fermo da troppo tempo. A distanza di poche settimane, quella promessa non è stata mantenuta. Ma cosa è successo? Perché non sono riuscito a tenere il ritmo che mi ero programmato?

Sono convinto che le difficoltà che mi hanno impedito di scrivere con continuità sono comuni anche ad altre persone animate dalle migliori intenzioni ma che poi all’atto pratico non riescono a dare seguito con un impegno costante nel tempo.

Voglio fermarmi un attimo a riflettere sul perché ho mollato quasi subito e non sono riuscito a fare ripartire il mio blog. Nel mio caso si sono verificate cinque situazioni.

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Guido, una chiacchierata e l’auto che non ti aspetti

Guido è un caro amico d’infanzia, da sempre appassionato di auto. Uno di quelli che considerava più importante (e appagante, immagino) spendere un pomeriggio a truccare il suo motorino che sbattere la testa sulle versioni di latino. Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che ci siamo visti e ha trasformato l’amore per i motori un lavoro. Con un socio ha aperto un piccola officina di elettrauto e con qualche difficoltà iniziale sembra che ora le cose stiano ingranando.

Dopo un paio di minuti necessari ad aggiornarci reciprocamente su quello che è successo ultimamente nelle nostre vite, la discussione non poteva che ricadere sulle auto; è argomento di cui mi fa sempre piacere parlare anche se la mia competenza non è minimamente paragonabile a quella di Guido.
In più, da qualche mese sto valutando l’acquisto di un’automobile: quale migliore occasione di farsi consigliare da un amico? Abbiamo deciso, quasi per scherzo, di fare un piccolo giochino: rispondere a una serie di domande con lo scopo di escludere progressivamente tutte quelle marche e modelli di auto non corrispondenti ai requisiti. Un specie di rivisitazione del mitico gioco di società “Indovina chi?”, ve lo ricordate?

Un paio di premesse:
a) il sistema funziona se la vostra esigenza di comprare un auto e non avete una marca/prodotto preferito
b) potrete giungere a un risultato solo se avete un amico come Guido, cioè un’enciclopedia vivente più precisa delle schede di Quattroruote in grado di dirvi (ve lo assicuro) anche quali sono gli optional compresi nei diversi allestimenti delle auto in vendita in Italia.

Condivido con voi la serie di quesiti che Guido mi ha posto e che mi hanno permesso di individuare la mia auto ideale.

1) Da “tutti i giorni” o da “weekend”?
2) Berlina, station o monovolume?
3) Diesel o benzina o ibrida?
4) Cambio manuale o automatico?
5) Consumi o prestazioni sportive?
6) Italiana o straniera?
7) Tetto di spesa massima: max 10.000€, max. 15.000€, max. 20.000€, + di 20.000€?
8) Allestimento con piena connettività per lo smartphone (se non siete un malato di tecnologia come me, non fate caso a questa domanda)?

hyundai-i30

La Hyundai i30, a quanto pare la macchina più vicina alle mie esigenze.

Dunque, otto domande per capire la mia auto ideale. Non avevo in mente nessuna marca o modello particolare e il mio risultato è stato parecchio curioso, anzi direi proprio inaspettato. Le risposte che ho fornito corrisponderebbero (secondo il cervello/database di Guido) alla Hyudai i30. Un po’ scettico, ho dato un’occhiata al sito ed effettivamente caratteristiche tecniche, allestimenti e optional corrispondevano perfettamente alle risposte. Prima di questo “esperimento” non mi sarei mai sognato di prendere in considerazione un’auto del genere.

Ho salutato Guido, l’ho ringraziato per la chiacchierata e gli ho fatto i complimenti per la sua incredibile competenza. Io, ancora un po’ stupito, sono tornato a casa e ho cominciato a fare un giro sul sito Automobile.it 🙂

Cosa non si fa per diventare una blog star

<!—inizio post inutile–>

Technorati richiede che inserisca un token in post perchè possa provare che questo blog sia effettivamente gestito da me.Visto che questo è un post assolutamente inutile e privo di senso, arrivo subito al punto senza troppi giri di parole.

Tiè, eccoti il token e tanti saluti G4FMWQFDMEFG

<!– fine post inutile—>

Nuova veste per matteogalli.com

Oggi, giorno di Natale, ho deciso di fare un regalo a questo blog, cambiandogli il vestito.

Visto che da queste parti di contenuto “fresco” non se ne vede molto ultimamente, facciamo finta di curare questa landa desolata rinfrescando l’ambiente.
Chissà mai che sia di buon auspicio per un 2012 editorialmente più prolifico.
Giusto per deprimermi un po’ oggi ho contato il numero di post scritti dal primo gennaio 2011: 25. Un po’ pochini per chi si era messo in testa di scrivere almeno un post a settimana.

Che ne dite? Consigli? Non rompete sulla validazione W3C, non ci ho ancora pensato Laughing