Social Media e aziende: c’è qualcuno fermo a qualche anno fa
Torno poco fa dalla pausa pranzo e, insieme al gruppo di colleghi, ritiriamo la posta dell’ufficio.
Tra le varie scartoffie e i messaggi promozionali travestiti da auguri di Natale, la nostra attenzione si sofferma sul titolo di una testata periodica a cui siamo abbonati.
Si tratta di “Rassegna Grafica – Scienza, tecnologia, arte della stampa e della comunicazione“.
In copertina troviamo l’articolo principale che classificare come banale è fare un complimento, intitolato: “I Social Media prossimi alleati della aziende”.
Già sbalorditi per un’affermazione tanto ovvia quanto desueta, proseguiamo con la lettura dell’abstract, che recita così:
Questi nuovi media di comunicazione sono diventati un fenomeno di massa, che però sta tornando utile anche alle imprese. Consentono, infatti, a chi vuole fare business di avvalersi di un tipo di marketing diretto.
Abbiamo controllato la data, increduli. Purtroppo abbiamo avuto una conferma infelice: è proprio datato dicembre 2009.
Robe da non credere, c’è qualcuno che pensa che la partita stia per cominciare, quando ormai il fischio d’inizio è già stato dato da un bel po’.
Come imparano i nativi digitali – VIDEO
Le tecnologie vivono e si sviluppano, entrando sempre più a contatto con la vita delle persone.
Nascono le prime generazioni completamente immerse in un mondo digitale, che non hanno vissuto il passaggio da un mondo pre internet a un mondo connesso. Sono i cosiddetti “digital natives”.
L’apprendimento di questi individui sarà radicalmente mutato in una realtà che si informa e comunica grazie alla Rete.
Questo video aiuta a riflettere su come le nuove tecnologie possano in qualche modo mutare le prospettive dell’apprendimento e dell’educazione.
Molto interessante.
Internet in Italia: la realtà
Stesso testo, due modi di leggerlo. Internet può essere il male o il bene di una società, dipende da quale prospettiva si vedono le cose. Il video fa riflettere sull’approccio verso la Rete e la sua comprensione.
Ideato da Marco Montemagno e Tiziana Cera Rosco, ispirati dal video di Lost Generation.





