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25 dic 2009

Regalatevi del tempo

http://www.flickr.com/photos/luchilu/2122762150/

A tutti voi, amici, blogosferici, web addicted, nerd e geek i miei migliori auguri di un sereno Natale. Oltre ad abbuffarvi e a scartare montagne di pacchetti colorati, cercate di ritagliarvi un po’ di spazio per stare con voi stessi e con le persone che più amate.

Sorridete, chiacchierate, giocate, oziate. Questo è il vero regalo:  tempo per sè da dedicare agli altri, lasciando per un attimo da parte i tormenti quotidiani, di cui spesso siamo impotenti prigionieri.
In questi giorni di ferie, poche o tante che siano, riponete il vostro orologio nel cassetto (insieme al cellulare aziendale :) ) e godetevi le cose senza preoccuparvi di quanto tempo ci mettete per assaporarle.

Per aggiornare blog, leggere feed RSS o per riflettere sull’ultima ricerca sui social media c’è sempre tempo. Il Natale, invece, è solo un giorno all’anno. Non sprecate l’occasione, potreste pentirvene.

Auguri!

3 apr 2009

I 9 comandamenti del provetto networker

networkSfogliando quotidianamente i miei feed trovo questo interessantissimo post sul blog di Luigi Centenaro che, adoperandosi in un’utilissima traduzione da Guy Kawasaky, ripropone le 9 regole per un perfetto Networker, cioè colui che ritiene la rete di contatti fondamentale per la propria attività.

Ho provato ad inserire qualche piccola considerazione personale tra le linee.

Ecco, dunque, le nove regole:


  1. Capire l’obiettivo. Darcy Rezac nel suo libro, “The Frog and the Prince“, ha scritto la miglior definizione del mondo del networking: “Scopri quello che tu puoi fare per gli altri”. In questo concetto risiede l’80 per cento del lavoro: i grandi Networker vogliono sapere cosa possono fare per te, non quello che tu puoi fare per loro. Se capisci questo, il resto è automatico.

    Punto fondamentale: inutile cercare contatti se non si hanno le idee chiare. Un contatto senza un’intenzione definita alla base è un contatto sprecato.


  2. Esci fuori. Il Networking è uno sport analogico, di contatto. Non puoi farlo da solo via telefono o computer dal tuo ufficio. Magari li odi, ma sforzati di andare alle fiere, alle convention, ai seminari. E’ difficile che tu chiuda un grosso ordine con qualcuno che hai conosciuto solo online su MySpace o Skype. Esci e vai a stringere mani!

    Per quanto la Rete possa essere uno strumento di gestione efficace delle relazioni niente è sostibile ad un punto di contatto fisico, “analogico”. Una stretta di mano è sicuramente più coinvolgente di un “follow” su Twitter o di un “Subscribe” su FriendFeed.


  3. Fai delle buone domande e poi chiudi la bocca. Il marchio di un buon conversatore non è quello di parlare tanto. E’ quello di far parlare tanto gli altri. Così i buoni Networker sono bravi ad ascoltare, non a parlare. Fai domande leggere tipo: “Cosa fai?”, “Da dove vieni?”, “Come mai a questo evento?”. Poi ascolta e stai zitto: ironicamente sarai ricordato come una persona interessante!

    E’ consigliato abbandonare la logica “broadcast” quando si vogliono creare relazioni. Tutti sono soggetti, e tutti hanno qualcosa da dire. Occorre essere equilibrati, altrimenti si rischia di trasformare le conversazioni in interrogatori.

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4 mar 2009

L'importanza dei legami deboli

Chi parla è Andrew McAfee, professore associato alla Harvard Business School. In questa intervista, realizzata da Tiburon.tv, McAfee dà la sua definizione di Enterprise 2.0.
I temi toccati sono sempre quelli: portare i sistemi 2.0 dentro l’impresa, knowledge management condiviso e orizzontale, distribuzione veloce delle informazioni, vanificazione della componente geografica e temporale. Tutte cose già ampiamente sentite.

Tuttavia mi ha fatto riflettere il passaggio in cui parla dei weak ties, “legami deboli”, connessioni estemporanee che identificano relazioni tipiche delle logiche della Rete, diverse dagli strong ties, con cui si definisce la cerchia delle conoscenze più pronfonde e intime (famigliari, amici, colleghi di lunga data).
McAfee ritiene i legami deboli i veri moltiplicatori dell’innovazione. Infatti, se per innovazione intendiamo la capacità di produrre nuove idee dalla sintesi di condivisione di esperienze pregresse e eterogenee, ci rendiamo subito conto che ciò che serve sono strumenti adatti a sostenere e supportare i weak ties, unendo mondi di pensiero differenti, che altrimenti non sarebbero mai riusciti ad entrare in contatto.

Questa cosa ho avuto modo di verificarla personalmente negli ultimi tempi. Strumenti come Twitter e FriendFeed mi hanno permesso di entrare in contatto e interagire (attenzione, non conoscere, quella è una cosa diversa, più profonda) con molte più persone di quanto mi abbiano permesso di fare tutti gli IMs usati fin’ora. Entrare nella discussione è veramente un attimo: basta un twitt interessnte, un reply su FF è in un istante sto conversando, sto scambiando informazioni.

Non è anche questa innovazione? Io credo di sì. E’ un’innovazione personale, un arricchimento.
Che passi dai 140 caratteri di un twitt, da un 3D su un forum o da un commento lasciato su un blog, non ha importanza.  Quello scambio di idee, estemporaneo e infinitamente piccolo rispetto alle voci della Rete, trasforma il mio modo di vedere le cose, mi rende sicuramente diverso da come ero prima di quell’interazione. Questo mi piace, molto.

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