Inception: genialità tra musica e cinema
Questo mi era sfuggito.
Hans Zimmer: “All the music in the score is subdivisions and multiplications of the tempo of the Édith Piaf track. So I could slip into half-time; I could slip into a third of a time. Anything could go anywhere. At any moment I could drop into a different level of time.” (NY Times 28.07.2010)
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Creativi non si nasce, si diventa
Una bella presentazione che vale la pena tenere a mente. Spesso si è portati a pensare che la creatività sia semplicemente un dono innato, riservato a pochi.
In realtà non è così: la creatività è un’attitudine che si coltiva con il tempo, con l’allenamento e con la dedizione (qualità che sembrano aver perso valore al giorno d’oggi).
C’è un passaggio della presentazione che sintetizza al meglio come deve essere considerata la creatività, delineandola attraverso alcune parole chiave chiarificatrici:
“Creativity is about making “connections” that are previously unrealised…combining, “re-combinining“, forming relationships and associations that look towards the “real” and “imagined” world in all its form.”
Non occorre essere dei geni per considerarsi creativi, occorre allenarsi a guardare il mondo da una prospettiva diversa.
Sull’argomento ho recentemente letto un libro che, seppur datato, racconta come è possibile stimolare la creatività attraverso l’applicazione di alcune semplici tecniche.
Masterpiece
E poi dicono che tutti i cervelli emigrano all’estero. Le palle, qui c’è gente geniale. E internet dà la possibilità a queste persone di esprimere il proprio talento. Parere mio: questi, a Sanremo, avrebbero vinto a mani basse.




