Cosa sono i social media oggi?

Una segnalazione veloce ad una risorsa che mi è capitata sotto gli occhi in questi giorni. Si tratta di una presentazione di scenario digitale che vuole tratteggiare lo stato dell’arte dei social media prendendo come spunto alcuni numeri derivati dalle attività degli utenti in rete.
Con un titolo un po’ sopra le righe, “What The F*** is Social Media now” di All Digital mette in fila, in un centinaio di slide, alcune interessanti evidenze con lo scopo di raccontare cosa è diventata la rete ai giorni nostri.
Ecco, solo alcune delle cifre citate dalla presentazione:
- 500 miliardi: numero di minuti spesi su Facebook al mese
- 25 miliardi: contenuti condivisi ogni mese su Facebook
- 500 miliardi: la quantità di singole alterazioni della percezione che, attraverso i social media, gli americani generano ogni anno
- 24 ore: la lunghezza dei video uploadati su YouTube ogni minuto
- 2 miliardi: il numero di video guardati ogni giorno su YouTube
- 4 miliardi: il numero delle immagini caricate su Flickr
Tutto ciò dà immediatamente la percezione di un ecosistema di contenuti in continua cresci ed espansione che sta conoscendo uno sviluppo con tassi esponenziali. La cosa interssante è che i social media influenzano la vita al di fuori della rete. Un esempio lo si ricava direttamente da un dato condiviso nella presentazione: un sesto dei matrimoni dell’ultimo anno hanno unito persone che si sono conosciute o sono state messe in contatto attraverso siti di social network.
Scorrendo le slide mi sono chiesto: ha ancora senso parlare (solo) di fenomeno dei social media? A me pare quantomeno riduttivo.
Ecosia: search engine che salva l’ambiente (e cerca di screditare Google)
Trovo sul sito di Web e Conoscenza e ripubblico. Ne ha parlato anche il Corriere. Si tratta di Ecosia, un motore di ricerca (Powered by Bing) che promette di devolvere almeno l’80% dei ricavi pubblicitari per la salvaguardia delle foreste amazzoniche, affidando questo compito al WWF. Di seguito il video in italiano di spiegazione dell’iniziativa.
Non vorrei passare per quello che pensa sempre male, ma ho come l’impressione che la cordata Microsoft-Yahoo! che finanzia l’iniziativa si voglia buttare sul tema “caldo” del rispetto dell’ambiente per screditare Big G sottraendo quote di mercato altrimenti inattaccabili.
Quando non è possibile attaccare la qualità, è necessario passare al discredito.
E poi, scusate, chi dice che Google non stia facendo niente per limitare le emissioni di Co2? Guardate qui: http://www.climatesaverscomputing.org/about/




