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	<title>Matteo Galli &#187; milano</title>
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	<description>In internet si trovano tantissime cose interessanti. Per tutto il resto c&#039;è il mio blog.</description>
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		<title>IabForum 2009: chi paga il contenuto online? Tante ipotesi, qualche certezza, poche idee</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno Milano ha ospitato l&#8217;edizione dello IAB Forum, l&#8217;evento forse più importante dedicato all&#8217;evoluzione dei media in relazione all&#8217;advertising online. Non mi sento di dare un giudizio complessivo sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-623" title="IAB-logo" src="http://www.matteogalli.com/wp-content/uploads/2009/11/IAB-logo.jpg" alt="IAB-logo" width="280" height="173" />Anche quest&#8217;anno Milano ha ospitato l&#8217;edizione dello <a href="http://www.iabforum.it/iab-forum-milano-2009/" target="_blank"><strong>IAB Forum</strong></a>, l&#8217;evento forse più importante dedicato all&#8217;<strong>evoluzione dei media</strong> in relazione all&#8217;<strong>advertising online</strong>.<br />
Non mi sento di dare un giudizio complessivo sulla manifestazione: su due giorni ho partecipato fisicamente solo all&#8217;<strong>ultimo appuntamento</strong> in agenda ieri pomeriggio, organizzato da <a href="http://www.banzai.it/" target="_blank"><strong>Banzai</strong></a>.</p>
<p>Il titolo dava spazio a interessanti riflessioni, sicuramente molto attuali :<em><strong> &#8220;Chi paga il contenuto? L&#8217;UCG ed il sistema economico dei media&#8221;.</strong></em><br />
Tavola rotonda abbastanza qualificata ed eterogenea: <strong>Paolo Ainio</strong> (presidente di <a href="http://www.banzai.it/" target="_blank"><strong>Banzai</strong></a>), <strong>Lorenzo Pelliccioli</strong> (AD di <a href="http://www.deagostini.it/deaweb/it/index.jsp" target="_blank"><strong>De Agostini</strong></a>), <a href="http://www.wittgenstein.it/" target="_blank"><strong>Luca Sofri</strong></a> (giornalista e blogger), <a href="http://tommaso.tessarolo.it/" target="_blank"><strong>Tommaso Tessarolo</strong></a> (Country Manager <a href="http://current.com/" target="_blank"><strong>Current TV</strong></a>), <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/" target="_blank"><strong>Vittorio Zambardino</strong></a> (giornalista di Repubblica) e <a href="http://www.pandemia.info/" target="_blank"><strong>Luca Conti</strong></a> (giornalista e blogger). A tirare le fila <a href="http://www.gadlerner.it/" target="_blank"><strong>Gad Lerner</strong></a>, digiuno di cultura digitale ma volenteroso di capirci un po&#8217; di più.</p>
<p>Sarò sincero: mi sarei aspettato<strong> maggiori spunti</strong> costruttivi dal panel, magari con qualcuno dei presenti che osasse anche solo <strong>abbozzare uno scenario futuro</strong>. Ancora una volta &#8211; forse giustamente, non so &#8211; il discorso è ricaduto sul ruolo della <strong>pubblicità a sostentamento del business online</strong>, limitando il focus degli interventi al solo settore dell&#8217;editoria digitale. Voglio propropoppre ugualmente qualche considerazione:</p>
<ul>
<li> L&#8217;<strong>arretratezza</strong> dell&#8217;Italia rispetto ad altre realtà digitali è ormai noto da tempo. Purtroppo sento ancora spesso che la soluzione è diminuire il gap cercando di <strong>importare </strong>le eccellenze sviluppate altrove, vale a dire rassegnarsi al fatto che l&#8217;Italia non è in grado di &#8220;<strong>produrre</strong>&#8221; innovazione. L&#8217;approccio, però, è incompleto. Un&#8217;affermazione di questo tipo non tiene conto del nostro contesto <em>culturale, politico e demografico</em> non raffrontabile con Paesi all&#8217;avanguardia in questo campo. Manca il<strong> mindset</strong> adeguato, condiviso e distribuito. Non la volontà di fare. Semplicemente vogliamo guardare avanti con gli occhi piazzati dietro alla schiena.</li>
<li><strong>Business e oline.</strong> Un<em> business model</em> che abbia come revenue solo<em> incoming</em> pubblicitario non è sufficiente, di per sè, a sostenere il business stesso. L&#8217;esempio citato in conferenza, quello di  <a href="http://www.huffingtonpost.com/" target="_blank">huffingtonpost.com</a> in realtà non è comparabile. Ha costi di struttura e di gestione completamente diversi da quotidiani nati su carta e migrati (parzialmente o totalmente all&#8217;online)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Vecchi e nuovi modi di pensare.</strong> Nel mondo digitale occorre ragionare per <strong>nuovi paradigmi</strong>. L&#8217;errore più comune è quello di pensare l&#8217;innovazione come un avazamento/evoluzione o di mercati già strutturati. Ho trovato interessante, a riguardo, la riflessione di<strong> Sofri</strong>:<em> &#8220;Pensare l&#8217;approccio dell&#8217;editoria all&#8217;online come un adattamento degli schemi dell&#8217;editoria classica sarebbe come pensare come preservare i cavalli quando alla fine dell&#8217;800 si cominciò ad usare il treno per gli spostamenti&#8221;</em>. Il, quindi, parte dalle basi, sdradicando certezze fino ad ora inattaccabili. Come l&#8217;<a href="http://www.odg.it/site/index.php" target="_blank"><strong>ordine dei giornalisti</strong></a> ad esempio, che per sua stessa strutturazione non ammette permeabilità intellettuali. Pelliccioli ha sentenziato in modo chiaro:<em> &#8220;</em><span><span><em>Il giornalismo deve ripensarsi. Non è possibile concepire che una corporazione professionale possa essere aperta al cambiamento&#8221;</em>. Su questo la pensa alla <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/11/05/giornalismo-allo-iab-ovvero-di-un-dibattito-vecchio-e-frusto/" target="_blank">stessa maniera</a> anche <strong>Zambadino</strong>.<br />
</span></span></li>
<li><strong>Tema UCG e qualità.</strong> Anche qui <em>Nihil novum sub sole. </em>L&#8217;apertura della<strong> partecipazione attiva delle community</strong> nel settore dell&#8217;informazione è una cosa inevitabile. E&#8217; un dato di fatto inconfutabile. Da qui a dire che tutti i contenuti<strong> UCG</strong> siano di qualità, ne passa. La professionalità unita a competenze consolidate sono  <strong>asset fondamentali</strong> per l&#8217;emersione dell&#8217;eccellenze. Il fatto di possedere una telecamera HD e una buona idea non è sufficiente, di per sè, a fare di una persona qualsiasi un grande regista.<br />
La rete dà invece opportunità ai videomaker più talentuosi di poter mostrare al mondo il proprio estro sfruttando canali diretti alternativi al mainstream. <strong>Tessarolo</strong> di Current TV è stato molto chiaro:<em> &#8220;Se il nostro palinsesto fosse formato solo da contentuti UCG puro, il nostro canale avrebbe chiuso i battenti nel giro di pochi mesi&#8221;</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Futuro.</strong> Ainio è sicuro:<em> &#8220;Tra 5 anni Google non avrà più il peso attuale, il suo ruolo di monopolista sarà fortemente ridimensionato&#8221;</em>. Non sono certo un amante delle egemonie, ma mi è difficile (ora come ora) pensare a una<strong> riduzione della potenza di Big G</strong>.<br />
Se immagino internet come una casa,<a href="http://www.google.com" target="_blank"><strong> Google</strong></a> rappresenta sicuramente la<strong> porta</strong>, il gate di accesso privilegiato. Non solo. Sempre di più si sta riposizionando come un <strong>service provider a tutto tondo</strong>, continuando a sfornare prodotti di buona qualità, gratuiti ma non sempre utili (vedi Wave).<br />
Facile capire come ci possa riuscire:<strong> Google possiede il futuro.</strong> Ogni giorno raccoglie, analizza e gestisce una quantità di informazioni provenienti da una massa critica così estesa in grado di tradurre i miliardi di ricerche in insights di mercato. Prima degli altri, meglio degli altri. Difficile pensare ad un competitor di tale entità.</li>
</ul>
<p><strong>Morale della favola?</strong> Come al solito <strong>IAB forum</strong> è stato un momento per fare un punto della situazione e alimentare qualche <strong>considerazione personale</strong>.<br />
Non porto a casa nessuna certezza, ma non era questo il mio scopo.<br />
<strong>Sarei già contento di farmi le domande giuste <img src='http://www.matteogalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Ah, dimenticavo. Ovviamente tutta la due giorni è stata costantemente protagonista sui social network. Uno per tutti Twitter, con l&#8217;hashtag <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23iabforum09" target="_blank">#iabforum09</a></p>
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		<title>N97, grande pubblicità per un (grande?) telefono</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 09:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornato da un paio di giorni da una fugace vacanza all&#8217;Isola d&#8217;Elba e sono arrivato con il treno in <strong>stazione Centrale</strong> a Milano. Trascinando me e il mio zaino dopo <strong>7 ore di viaggio</strong> ho notato una pubblicità immensa accogliere i passeggeri all&#8217;ingresso della stazione.</p>
<p>E&#8217; una pubblicità del nuovo modello di <a href="http://www.nokia.it" target="_blank"><strong>Nokia</strong></a>, l&#8217;<strong><a href="http://www.nokia.it/telefoni_accessori/telefoni_cellulari/nokia-n97#/main/landing" target="_blank">N97</a></strong> e da quello che mi hanno detto ci sono voluti <strong>ben 48 ore</strong> di lavoro per l&#8217; &#8220;installazione&#8221; di questo mega poster.</p>
<p>Un lavoro impressionante, non c&#8217;è che dire. Qui di seguito vi posto il video del <em>making of.</em><br />
Ora ci sarà da capire che anche il telefonino pubblicizzato sarà all&#8217;altezza di una promozione così imponente <img src='http://www.matteogalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Staremo a vedere!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pVlEa3GLOyE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;hd=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/pVlEa3GLOyE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;hd=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Milano in tilt per pioggia: siamo sicuri che sia pronta per l&#039;Expo?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 09:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sembra una domanda più che lecita visto le condizioni della metropoli meneghina questa mattina. E&#8217; vero che temporali di questa entità si vedono raramente, ma una città della caratura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_499" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.matteogalli.com/wp-content/uploads/2009/07/pioggia.gif"><img class="size-medium wp-image-499  " title="pioggia" src="http://www.matteogalli.com/wp-content/uploads/2009/07/pioggia-300x197.gif" alt="La pioggia manda in tilt Milano (Photo by mazzei.milano.it)" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">La pioggia manda in tilt Milano (Photo by mazzei.milano.it)</p></div>
<p>Mi sembra una <strong>domanda più che lecita</strong> visto le condizioni della metropoli meneghina questa mattina. <br />
 E&#8217; vero che <strong>temporali</strong> di questa entità si vedono raramente, ma una città della caratura e delle ambizioni di Milano <strong>NON PUO&#8217;</strong> soccombere ad una cosa del genere.</p>
<p>La notizia è già stata pubblicata da <strong>diverse testate</strong> (<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_luglio_7/temporale_milano_allagamenti-1601542022660.shtml" target="_blank">qui</a>, <a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1668219" target="_blank">qui</a> e <a href="http://milano.blogosfere.it/2009/07/violento-temporale-manda-milano-in-tilt-allagamenti-svincoli-chiusi-e-viabilita-al-collasso.html" target="_blank">qui</a>) a riprova di come il problema sia veramente serio.<br />
 Per quanto mi riguarda posso dirmi abbastanza fortunato, questa volte le <a href="http://www.lenord.it/" target="_blank"><strong>Ferrovie LeNord</strong></a> si sono comportate discretamente, con un ritardo di<strong> soli 4 minuti</strong> sulla tabella di marcia.</p>
<p>Arrivato a Milano la situazione è stata diversa: <strong>Piazza della Repubblica</strong> completamente in tilt con <strong>semafori spenti</strong> e <strong>neanche un vigile urbano a governare il traffico</strong>, ambulanze in stato di emergenza che non riuscivano a farli largo tra le file di automobili sempre più accalcate.</p>
<p>Insomma, un&#8217;immagine più vicina a qualche megalopoli dell&#8217;estremo oriente più che la capitale italiana dell&#8217;economia che tra<strong> sei </strong>(dico, sei, non <strong>quindici</strong>) dovrà ospitare un&#8217;<a href="http://www.milanoexpo-2015.com/" target="_blank"><strong>esposizione internazionale</strong></a>.</p>
<p>Fotografare oggi Milano non è precisamente un <strong>bel biglietto da visita per il mondo</strong>.</p>
<p>Ah, dettaglio non da poco&#8230; ho trovato anche l&#8217;ufficio allagato <img src='http://www.matteogalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
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