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9 gen 2011

Inception: genialità tra musica e cinema

Questo mi era sfuggito.

Hans Zimmer: “All the music in the score is subdivisions and multiplications of the tempo of the Édith Piaf track. So I could slip into half-time; I could slip into a third of a time. Anything could go anywhere. At any moment I could drop into a different level of time.” (NY Times 28.07.2010)

Via
1 dic 2010

Video a 360 gradi: fine della magia del cinema?

Trovo sul blog di Alberto e ripubblico.
Impressionante, c’è poco da dire.
Dopo averlo visto, però, mi sono fatto alcune domande: che fine fa l’interpretazione del regista nel video? Dove mettiamo il particolare punto di vista e stile narrativo che contraddistingue il suo mestiere? Lo spettatore vuole davvero diventare protagonista assoluto della storia? Non preferisce, forse, farsi accompagnare attraverso le diverse inquadrature, appositamente scelte per uno scopo e per suscitare una determinata emozione?

Il video qui sopra segna sicuramente una svolta rispetto al passato. C’è qualcuno che sceglie la location, gli interpreti e la situazione; trama, scoperta ed immersione nella narrazione è lasciata totalmente allo spettatore. Che poi, chiamare spettatore chi può cambiare la sua posizione nella scena a proprio piacimento, è veramente riduttivo.

Sono però convinto di una cosa: questo tipo di video avrà molto successo in campi quali edutainment (pensate a cosa potrebbero essere i documentari visti con questa tecnica), sport (altro che spidercam di Sky) e eventi live ( essere sul palco al fianco della nostra band preferita non sarebbe male, no?).

Credo però (e spero) che l’immersività che offrono tecnologie come questa non arrivino mai a sostituire l’occhio dietro la macchina da presa di un film.
Nei film l’uomo non cerca la realtà, l’uomo vuole sentirsi raccontare una storia da qualcuno che la sa ben spiegare.

A mio avviso non c’è tecnologia, neanche quella più avanzata, che si possa sostituire all’intuito, alle sfumature e alla profondità di una narrazione di quanto possa fare un uomo dietro una macchina da presa.

23 ott 2009

Partly Cloudy Short

Sono appena tornato dalla visione di Up, film di animazione Disney-Pixar nelle sale italiane da qualche giorno (qui il sito ufficiale e qui recensione/opinioni su FilmUP).

Devo dire che sono stato positivamente colpito dalla pellicola: non è il solito cartone animato costruito ad hoc per le risate dei più piccoli; anzi, secondo me è stato ideato per un target molto più elevato.
I livelli narrativi, le metafore e la sceneggiatura sono ben più complessi di altri titoli dello stesso genere. Ma non voglio dilungarmi troppo su questo aspetto, meriterebbe un post a parte.

Ciò che mi ha colpito (e che ho deciso di pubblicare qui sopra) è stato il corto proiettato prima dell’inizio vero e proprio del film, Partly Cloudy.
Una storia di amicizia in 608 secondi, a mio parere molto ben riuscita. Voi che dite?

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