Cambio di nome e di prospettiva
Photo by: sarascamarcia.com
Qualcuno forse l’avrà già notato: ho cambiato il dominio del mio blog, trasformandolo in matteogalli.com
Il vecchio 01blog.it (si fa per dire, visto che non ha neppure un anno di vita) rimarrà comunque attivo con un redirect permanente al nuovo sito.
L’ho fatto sostanzialmente per due motivi:
- 01blog.it mi dà l’idea di qualcosa di impersonale, lontano dalla mia idea di blog come narrazione di ciò che vivo e ciò che mi passa per la testa. Il nuovo dominio è molto più diretto: questo è il luogo di riflessione di una persona, identificata da un nome e un cognome
- 01blog.it ha insito nel nome un chiaro richiamo al mondo digitale, tematica che io amo molto.
Ora voglio cambiare prospettiva. Questo blog d’ora in avanti parlerà di ME. Attenzione, non voglio passare per egocentrico. Sento il desiderio di tenere questo spazio il più possibile libero da obblighi tematici. Ciò che passerà su queste pagine sarà semplicemente il riflesso dei miei pensieri, di ciò che vivo, a tutto tondo.
Di sicuro il mondo della tecnologia e del web ricoprirà uno spazio importante, considerata la mia passione, ma non voglio limitare tutto a una serie di post geek.
Da oggi, dunque, si cambia
Google e l’untitrust: il punto della situazione e alcune riflessioni
Google è veramente un monopolista dell’informazione e dell’editoria italiana? La società di Mountain View, indicizzando e catalogando anche i siti di news, “ruba” effettivamente quote di lettori alle altre testate digitali?
Sono queste le domande che si stanno ponendo i funzionari dell’Antitrust osservando le continue evoluzioni di Big G.
La potenza e la presunta egemonia di Google desta preoccupazioni anche oltre oceano, dove si riflette da tempo se le testate giornalistiche più autorevoli possano ricevere gravi frenate, registrando perdite di lettori a favore del servizio di indicizzazione news fornito da Google.
E’ realmente così?
Prendiamo il caso italiano, partendo da qualche dato di riferimento. Dai report di ComScore, si delinerebbe uno scenario diverso: nel mese di luglio, Google News ha registrato 2.4 milioni di lettori italiani, un numero decisamente inferiore ai 3.8 milioni di utenti che i principali quotidiani online italiani hanno ospitato sui propri siti (come Corriere.it e Repubblica.it).
Da questi numeri risulterebbe che Google non rappresenti, almeno nel nostro Paese, il detentore dell’informazione online, seppur occupi una fetta di mercato importante.
Tutto è partito da una denuncia della Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) depositata presso l’Antitrust secondo la quale “Google impedirebbe agli editori di scegliere liberamente le modalità con cui consentire l’utilizzo delle notizie pubblicate sui propri siti Internet”.
Il comunicato comprendere anche una nota di carattere economico: “Gli editori italiani, che non ottengono alcuna forma di remunerazione diretta per l’utilizzo dei propri contenuti su Google News, non avrebbero inoltre la possibilità di scegliere se includere o meno le notizie pubblicate sui propri siti internet sul portale stesso: Google renderebbe infatti possibile ad un editore di non apparire su Google News, ma ciò comporterebbe l’esclusione dei contenuti dell’editore dal motore di ricerca della stessa Google.”
Questa la posizione della principale istituzione dell’editoria in Italia.
Google, a fronte della denuncia e all’eco mediatica che essa ha generato, ha diffuso una nota in cui dichiara che “L’Antitrust ha formulato una notifica contro Google Italy. Stiamo raccogliendo ulteriori dettagli, benché sappiamo che la notifica sia relativa a Google News, un servizio che porta traffico e utenti ai siti dei giornali”
Ma come funziona Google News?
Google News è un servizio che seleziona, gerarchizza e offre al lettore una serie di notizie provenienti da svariate fonti. Funziona bene, i risultati alle ricerche sono pertinenti e pertanto attira l’interesse degli investitori pubblicitari.
E’ proprio questo il punto.
Gli editori accusano Google di arricchirsi con gli introiti pubblicitari sfruttando contenuti che non sono stati prodotti dal motore di ricerca che si limita soltanto a renderli disponibili alla ricerca.




