L'uomo è un animale sociale, da sempre!

Passando in rassegna, come ogni mattina, il mio elenco di feed, trovo un post molto bello di Enzo Santagata, che ribloggo in toto.  Non tanto per la qualità dell’intervento, di indubbia validità, ma quanto perchè in questi giorni stavo facendo delle riflessioni esattamente su questo tema. Non avrei potuto dirlo meglio di come ha già  fatto Enzo. Grazie :-)

Ecco il post:

Cosa c’è dietro il successo dei social media? La domanda è uscita fuori in una classica discussione tra colleghi durante la pausa caffè. Anche se la risposta può essere scontata, su  un blog che tratta di social media, un ulteriore riflessione mi ha permesso di chiedermi: perchè la gente usa i social media?

L’uomo è un animale sociale, le persone non sono fatte per stare da sole. (Seneca)

Eccolo il segreto. Le attività che si fanno sui social media non sono niente di nuovo, niente che l’uomo non faccia già da decine di secoli. Conversare, socializzare, condividere, comunicare, informare, avvertire, descrivere, manifestare, riferire, confidare e trasmettere sono cose che facevamo ben prima dell’avvento di Facebook.

I social media hanno consentito l’abbattimento di barriere che senza i nuovi media e senza internet sarebbero state impossibili da valicare con questa facilità. Basti pensare alla velocità con cui il nostro messaggio può raggiungere potenzialmente chiunque nel mondo e in qualunque posto.

Se quindi le azioni sono le stesse ciò che è cambiato è il mezzo con cui diffonderle. E la comunicazione d’impresa ha il dovere di adattarsi. Non è una scelta, così come non lo era 100 anni fa lo scegliere tra il megafono e i cartelloni.

It’s evolution, baby direbbero i Pearl Jam, e le aziende che sapranno adattarsi meglio a questi nuovi paradigmi  avranno un vantaggio spaventoso rispetto ai concorrenti, a patto però di interpretare correttamente le nuove dinamiche senza trucchetti e senza furbizia. Perchè non va dimenticato come i social media rendano il mondo un posto incredibilmente piccolo, ma potenzialmente migliore e più giusto e, soprattutto, tengono la gente lontana dalla tv. Che non è mai una cosa sbagliata.”

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  • http://www.socialmediamarketing.it/ Enzo Santagata

    Matteo, grazie della citazione, troppo buono.

    PS: ho risposto di là al tuo commento ma te lo copincollo anche qui.

    Matteo la vera forza dei social media è proprio nel fatto di estendere l’utilità dei propri consigli ad un pubblico decuplicato rispetto al vicinato di casa di qualche tempo fa.

    I detrattori sostengono che in questo modo sparisce la condivisione di esperienze faccia a faccia, a vantaggio della spersonalizzazione e del raffreddamento dei rapporti sociali, ma come hai potuto notare tu stesso nel treno questo per fortuna non succede.

    Il vero problema è che i detrattori sono, molto spesso, i marketing manager old style che hanno paura di non saper più fare il loro lavoro e credono che con uno spot possono creare brand identity.

  • http://www.socialmediamarketing.it Enzo Santagata

    Matteo, grazie della citazione, troppo buono.

    PS: ho risposto di là al tuo commento ma te lo copincollo anche qui.

    Matteo la vera forza dei social media è proprio nel fatto di estendere l’utilità dei propri consigli ad un pubblico decuplicato rispetto al vicinato di casa di qualche tempo fa.

    I detrattori sostengono che in questo modo sparisce la condivisione di esperienze faccia a faccia, a vantaggio della spersonalizzazione e del raffreddamento dei rapporti sociali, ma come hai potuto notare tu stesso nel treno questo per fortuna non succede.

    Il vero problema è che i detrattori sono, molto spesso, i marketing manager old style che hanno paura di non saper più fare il loro lavoro e credono che con uno spot possono creare brand identity.

  • http://www.matteogalli.com/ Matteo Galli

    Figurati Enzo, se ho ripreso il tuo intervento è perchè l’ho trovato lucido e molto lineare.
    Condivido in pieno con quello che dici. Questi manager old style, come tu li chiami, temono che all’interno i Social Media non possano controllare la situazione perchè abituati a dinamiche completamente (leggi media mainstream).
    Dovrebbero invece capire che hanno tra le mani un potenziale molto alto da poter sfruttare, ma devono capire che nei Social Network non devono essere “sfruttati” per portare avanti campagne di Brand awareness più o meno camuffate. Ma devono entrarci capendone le logiche e usando un linguaggio spogliato dei fronzoli corporate/istituzionali.
    Fare una pagina su FaceBook non è di per sè sufficiente ad approcciare nel modo corretto i Social Media.
    Da parte loro occorrebbe un cambio di atteggiamento: dal presidio, alla conversazione. Dal piedistallo ad una posizione “intra pares”.

  • http://www.matteogalli.com Matteo Galli

    Figurati Enzo, se ho ripreso il tuo intervento è perchè l’ho trovato lucido e molto lineare.
    Condivido in pieno con quello che dici. Questi manager old style, come tu li chiami, temono che all’interno i Social Media non possano controllare la situazione perchè abituati a dinamiche completamente (leggi media mainstream).
    Dovrebbero invece capire che hanno tra le mani un potenziale molto alto da poter sfruttare, ma devono capire che nei Social Network non devono essere “sfruttati” per portare avanti campagne di Brand awareness più o meno camuffate. Ma devono entrarci capendone le logiche e usando un linguaggio spogliato dei fronzoli corporate/istituzionali.
    Fare una pagina su FaceBook non è di per sè sufficiente ad approcciare nel modo corretto i Social Media.
    Da parte loro occorrebbe un cambio di atteggiamento: dal presidio, alla conversazione. Dal piedistallo ad una posizione “intra pares”.