Bias cognitivi: 5 trucchi per scrivere un testo persuasivo

5 bias cognitivi da sfruttare per scrivere un testo persuasivo

La scrittura è persuasione. C’è poco da fare: chi scrive è perché ha bisogno di comunicare e chi comunica vuole che il messaggio influenzi il pensiero del ricevente.

Il meccanismo appare più evidente in alcuni tipi di scrittura rispetto ad altri. Ma ogni testo ha un solo scopo: fissare un concetto nella mente di chi legge.

L’attività di copywriting è esattamente questo: ogni testo che si scrive dovrebbe avere lo scopo di guidare verso una determinata azione.

Cosa fa il lettore dopo aver letto un testo? Dipende da tanti fattori: esperienze passate e preconcetti sono due elementi importanti. Ma ancora più determinati sono i bias cognitivi.

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Multi-channel marketing

Raggiungere più clienti grazie a una piattaforma di Multi-Channel marketing

Come incrementare la propria clientela con l’e-mail marketing

Il fenomeno del marketing digitale sta prendendo piede in maniera sempre più diffusa, grazie alle enormi potenzialità offerte dalle più moderne tecnologie.

L’ambiente del web e della telefonia mobile rappresentano gli strumenti elettivi di questo tipo di attività comunicativa e promozionale, ormai orientata verso una strategia Multi-Channel, per entrare in contatto con i potenziali clienti attraverso l’utilizzo di diversi mezzi di comunicazione.

Società affermate da anni nel settore, come la spagnola MDirector, assicurano oggi la possibilità di raggiungere e seguire nuovi contatti mediante l’utilizzo integrato di e-mail, sms e social network come Facebook. Il sistema che sfrutta tali mezzi di comunicazione fa capo ad un’unica piattaforma di e-mail marketing, consentendo all’azienda cliente di gestire il proprio portafoglio contatti con estrema semplicità.

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stop-scrittura-blog

Blog fermo: 3 perché di un impegno non rispettato

La maggior parte delle volte il blog è il luogo in cui si racconta quello che si fa. Ecco, in questo post faccio il contrario: scrivo di cosa non ho fatto. Non più tardi di due mesi fa avevo preso l’impegno di scrivere almeno un articolo a settimana. Mi sembrava un buon compromesso per rimettere in moto un blog fermo da troppo tempo. A distanza di poche settimane, quella promessa non è stata mantenuta. Ma cosa è successo? Perché non sono riuscito a tenere il ritmo che mi ero programmato?

Sono convinto che le difficoltà che mi hanno impedito di scrivere con continuità sono comuni anche ad altre persone animate dalle migliori intenzioni ma che poi all’atto pratico non riescono a dare seguito con un impegno costante nel tempo.

Voglio fermarmi un attimo a riflettere sul perché ho mollato quasi subito e non sono riuscito a fare ripartire il mio blog. Nel mio caso si sono verificate cinque situazioni.

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Social Media football club

Era estate, c’erano gli Europei e come altri milioni di italiani tifavo la Nazionale. Complice la noia di un primo tempo senza emozioni, ho rapidamente perso il filo del match ma ho cominciato a guardare i giocatori in campo sotto una luce differente.
Mi sono reso conto che un’azione di comunicazione sui social media ha molto in comune con una squadra di calcio.

Lì per lì ho creato la semplice infografica che accompagna questo articolo, ma niente di più. Fino ad oggi, giorno in cui mi è capitata sotto mano e ho deciso di dedicargli qualche riga di spiegazione.

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post-perfetto-5-consigli-fondamentali

Il post perfetto, 5 cose da fare prima di premere “Pubblica”

Ottimo, e anche un’altra fatica è andata. Hai scritto l’articolo che avevi in mente da tempo, che è maturato nella tua mente negli ultimi giorni e finalmente hai trovato il tempo di scrivere.
Manca solo l’ultimo atto, quello che dà più soddisfazione: fare click sul pulsante “Pubblica”. Ma poi ti viene un dubbio e ti fermi: ho fatto tutto quello che serve?
Oggi voglio condividere con te cinque punti fondamentali che uso per controllare se ciò chè hai chiuso è veramente un post perfetto per essere messo online. Eccoli.

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